Alla LFoundry dilaga la protesta Sciopera il 90% dei lavoratori

21 Gennaio 2021

Picchetto davanti ai cancelli dello stabilimento, ma arriva la polizia perché mancano le autorizzazioni Di Pangrazio: «Insieme nella battaglia». Piacente (Pd): «Coinvolto il ministero, l’azienda chiarisca»

AVEZZANO. Giornalieri e turnisti incrociano le braccia contro la riorganizzazione aziendale e gli amministratori della Marsica chiedono ai vertici LFoundry di riaprire la discussione con i sindacati. Ha superato il 90 per cento la partecipazione allo sciopero della seconda notte del turno C, mentre nella mattinata si è andati oltre il 50 per i giornalieri. Venerdì notte l’ultimo sciopero. Per ora. Numeri importanti con i quali i sindacati sono tornati a chiedere all’azienda di rivedere la loro esclusione dalla riorganizzazione dello stabilimento in atto e la ripresa della trattativa sulla turnazione. Nel frattempo si sta lavorando tramite il sottosegretario Manzella per riportare la vertenza sul tavolo del Mise.
IL SOSTEGNO POLITICO. Gli amministratori della Marsica chiamati a raccolta dalle organizzazioni sindacali sono arrivati subito dopo le 8 davanti ai cancelli dello stabilimento. Il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, il presidente del consiglio comunale, Fabrizio Ridolfi, l’assessore Pierluigi di Stefano e poi diversi sindaci e amministratori del territorio hanno deciso di essere al fianco dei lavoratori in questa battaglia. Nel presidio, i rappresentanti dei sindacati, mantenendo le distanze e rispettando le norme per il contrasto al coronavirus, hanno spiegato il perché della rottura del tavolo delle trattative con l’azienda e le motivazioni che li hanno spinti a scioperare. «È necessario istituire subito un tavolo d’intesa con la Regione, i sindaci della Marsica, la proprietà dell’azienda, i sindacati e le università», ha sottolineato Di Pangrazio, «bisogna attingere dai fondi 2020-2024 provenienti dall’Europa per il rilancio della microelettronica e del sito. Combatteremo per LFoundry, come fatto in passato. Il Comune di Avezzano sarà presente insieme agli altri sindaci della Marsica in questa battaglia ma c’è la necessità di aprire nel più breve tempo possibile questo tavolo di discussione per ricercare soluzioni».
ARRIVA LA POLIZIA. Il presidio è stato successivamente interrotto dagli agenti di polizia arrivati per sgomberare la manifestazione, non in regola con le autorizzazioni della questura.
ADESIONE MASSICCIA. Ieri mattina sono stati più del 50% i giornalieri che hanno deciso di aderire allo sciopero, ai quali vanno sommati i dipendenti che stanno osservando lo smart-working (in questo caso, i dati delle adesioni si conosceranno solo nei prossimi giorni). Superiore al 90 per cento la partecipazione allo sciopero dei lavoratori della seconda notte del turno C. «Abbiamo apprezzato la presenza di molti sindaci del territorio», ha commentato Andrea Campione (Uilm-Uil), «confidiamo nel gioco di squadra insieme alle istituzioni affinché la vertenza assuma un carattere istituzionale, considerata la portata di LFoundry. Per quanto riguarda l’adesione allo sciopero è stata ottima da parte dei lavoratori giornalieri, il dissenso sta coinvolgendo tutti e questo è veramente importante». Per Roberto Di Francesco (Fiom-Cgil) «lo sciopero era la prova del nove perché coinvolgeva una parte importante dell’azienda, alte professionalità e ricercatori che hanno capito qual è il problema; lo sciopero è dato molto bene è stato superato il 50 per cento e non abbiamo ancora i dati dei dipendenti in smart-working che sicuramente faranno crescere la percentuale. Un grazie va ai rappresentanti istituzionali del territorio che sono stati al nostro fianco. La politica in questo momento deve esercitare il suo ruolo di mediatore e deve aiutarci a far comprendere all’azienda che deve tornare sui suoi passi e riaprirsi al confronto».
L’INCONTRO COL GOVERNO. Durante il sit-in, Francesco Piacente, segretario provinciale del Pd, ha annunciato alle organizzazioni sindacali che il partito hanno impegnato il sottosegretario Manzella a riaprire il tavolo di confronto al ministero per lo Sviluppo economico. «Ci siamo riuniti con il sottosegretario al Mise, Gian Paolo Manzella, per rappresentare quanto sta accadendo in LFoundry e testimoniare le preoccupazioni di lavoratrici e lavoratori», ha affermato Piacente, «è stata una riunione molto proficua e abbiamo concordato due azioni precise e urgenti: nelle prossime ore sarà recapitata all’azienda una nota ufficiale per chiedere chiarimenti su prospettive future e intenzioni della proprietà, inoltre sarà subito riattivato il tavolo di confronto istituzionale al ministero. Ne abbiamo parlato con i lavoratori presenti al presidio e daremo conto passo passo ai sindacati degli sviluppi su cui stiamo lavorando». Intanto, Mario Casale di Articolo Uno ha espresso «pieno sostegno all’iniziativa delle lavoratrici e dei lavoratori LFoundry. La forma di lotta del presidio davanti ai cancelli dello stabilimento, oltre allo sciopero in corso, è efficace e costruttiva perché coinvolge la comunità locale, le istituzioni e le associazioni».
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