Alla ricerca della tomba della suora che sarà santa

23 Gennaio 2018

Indagini sulle ossa scoperte fra i ruderi della cattedrale distrutta dal terremoto Convegno sulla vita di Maria Teresa Cucchiari, visse ad Avezzano nel 1700

AVEZZANO. Esperti al lavoro per accertare se tra le “spoglie” ritrovate negli scavi sotto la Collegiata di San Bartolomeo, rasa al suolo dal terremoto del 13 gennaio 1915, ci sono i resti mortali di madre Maria Teresa Cucchiari, la missionaria Trinitaria del ‘700 in odore di santità. L’identità è rimasta avvolta nel mistero nell’incontro organizzato dall’associazione “Circuito aperto-Centro di coordinamento per le arti” nella chiesa di San Giovanni, incentrato sul cammino terreno della religiosa, dove erano presenti amministratori, fedeli e rappresentanti di primissimo piano dell’ordine della Santissima Trinità.
«Dovranno proseguire le ricerche», ha affermato Emanuela Ceccaroni della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo, «perché non si esclude che tra i resti recuperati dal sacello dei sacerdoti semplici ci siano resti di donna».
Bocce ferme, quindi, in attesa del responso ufficiale sul ritrovamento dei resti della missionaria trinitaria per dare «all’angelo di Avezzano e dintorni del ‘700», in odore di santità, una nuova degna sepoltura: quell’esempio di vita emerso nell’incontro promosso da “Circuito Aperto”, in collaborazione con Luigi Marino e Marco Ridolfi e il supporto di Francesca Geremia (foto e video), rappresenta ancora un modello seguito nel mondo. «È sorprendente», ha testimoniato padre Isidoro Murciego, consigliere generale dell’ordine della Santissima Trinità, «scritti e pensieri maturati nel cuore di madre Maria Teresa e messi in pratica proprio qui, ad Avezzano, nel ‘700, ancora oggi, dopo 255 anni, continuano a motivare la vita e la missione delle suore Trinitarie in Italia, negli Stati Uniti, in Madagascar e nelle Filippine».
Sulla stessa lunghezza d’onda il pensiero di suor Valeria Marchi, che ha focalizzato altri aspetti della vita e delle opere terrene della Missionaria Trinitaria. «La nascita di ogni istituto religioso è il frutto saporito di una chiamata del tutto speciale e unica rivolta alla creatura da parte di Dio padre, la quale, risponde con docilità all’amore di Dio figlio, mossa dall’azione vivificatrice di Dio spirito santo. Il sì totale, generoso e incondizionato della serva di Dio madre Maria Teresa Cucchiari», ha sottolineato la segretaria generale dell’ordine, «ha dato inizio a una grande avventura che ormai dura oltre di 250 anni». Insomma, un cammino terreno esemplare e un messaggio che resiste nel tempo quello di Madre Maria Teresa la religiosa che fu mandata in terra d’Abruzzo dal cardinale vicario di Roma, Marco Antonio Colonna: il feudatario della Marsica chiese alla Missionaria di recarsi in Abruzzo dove era più urgente il bisogno di promozione umana. L’11 aprile 1764 la religiosa scrisse al cardinale vicario: «Noi qui – in Avezzano – si campa da cappuccine perché siamo fidate nella divina provvidenza, che non manca alli uccelli, così non mancherà a noi, sue povere creature, e confido in Dio e sto sicura». Il 10 giugno 1801, munita di tutti i conforti religiosi e circondata dal cordoglio delle consorelle e del popolo avezzanese, si spense serenamente nella casa di piazza San Bartolomeo «con opinione di santa».
All’affollato evento hanno partecipato anche Felicia Mazzocchi, l’assessore al Bilancio del Comune di Avezzano, e Marivera De Rosa, sindaco di Luco.
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