Alla riscoperta di Calamandrei
Domani presentazione di un’opera del grande giurista e avvocato
L’AQUILA. Domani, alle 17, nella Sala Rivera di Palazzo Fibbioni, ai Quattro cantoni, presentazione del libro “L’avvenire dei diritti di libertà” di Piero Calamandrei, grande giurista morto nel 1956, con l’intervento di Enzo Di Salvatore, professore di Diritto costituzionale all’Università di Teramo, curatore del libro.
È il 1945 quando Calamandrei – giurista, antifascista, membro dell'Assemblea Costituente – decide di interrogarsi sul significato delle libertà. «E lo fa», si legge in una nota, «con uno scritto destinato a introdurre la ripubblicazione di un libro dello storico Francesco Ruffini, dato alle stampe e circolato clandestinamente vent’anni prima. In quelle pagine, Calamandrei afferma che il liberalismo economico del XIX secolo fu uno strumento di cui la borghesia si servì per escludere tutti gli altri dal godimento delle libertà politiche. Non fu, dunque, garanzia di progresso sociale, ma privilegio, sfruttamento dei più poveri da parte dei più ricchi, in quanto era l’appartenenza a una determinata classe sociale ad assicurare la partecipazione attiva alla vita dello Stato. Poi sopraggiunse il fascismo e i diritti vissero il loro momento più buio. Solo quando nuove forze sociali riuscirono a emergere, si riconquistò anche la libertà perduta. E fu subito chiaro che la proclamazione delle libertà implicasse anche un’azione dello Stato volta a rimuovere gli “ostacoli di ordine economico e sociale” come recita l’articolo 3 della Costituzione, per garantire davvero libertà e uguaglianza».
Enzo Di Salvatore, curatore dell’opera, insegna Diritto costituzionale italiano e comparato all’Università di Teramo. Ha pubblicato una serie di volumi molto apprezzati dai cultori del diritto.
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