Alla scoperta di Palazzo Pascali

7 Settembre 2017

Giochi di luci e museo all’aperto per raccontare un pezzo di storia della città

L’AQUILA. La luce soffusa rischiara con equilibrio e precisione gli antichi resti di un antico cortile rinascimentale e disegna sulle pareti archi, colonne ed elementi architettonici ormai non più visibili. Un gioco luminoso sobrio e suggestivo ha trasformato così, in appena tre mesi, l'esterno di palazzo Pascali, in via Roma 171, in un piccolo museo all'aperto. Un vero e proprio giardino archeologico, valorizzato da un nuovo impianto di illuminazione, che sarà aperto al pubblico da oggi.
I LAVORI. Il giardino ha restituito i resti di quella che nell'800 doveva essere la bottega di un noto vasaio e di un prezioso cortile rinascimentale, poi trasformato in gardino. Un tesoro nascosto per anni dalla terra e venuto alla luce a margine dell'intervento di riparazione del danno sismico del palazzo, condotto sotto la guida dell'architetto Gianfranco D'Alò e dell'archeologa Rosanna Tuteri per la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell'Aquila e dei Comuni del cratere, diretta da Alessandra Vittorini, grazie alla disponibilità dei due giovanissimi proprietari, i fratelli Alessio e Sara Valentini. L'importo iniziale del lavoro era di 1.100.000 euro, a cui sono stati aggiunti ulteriori 80mila euro per lo scavo archeologico. Ad occuparsi del progetto, realizzato dall'impresa Dipe, l’architetto Giuseppe Cimmino, tecnico incarico dall’aggregato.
IL CORTILE/GIARDINO. Dove attualmente è possibile vedere il giardino del palazzo in epoca rinascimentale doveva sorgere un cortile coperto in parte che è stato ridisegnato con un sapiente gioco di luci. «Le opere di restauro e consolidamento del palazzo sono state avviate nel 2014; è stata recuperata fedelmente la facciata quattrocentesca, l’unica testimonianza dell’antica bellezza», spiega Cimmino, «abbiamo riportato la quota del palazzo a quella originale. Dal restauro del pozzo, infatti, è venuto fuori un basamento di colonna che ha dato il via allo scavo archeologico». La campagna di scavi ha portato alla luce elementi architettonici e archeologici di pregio. Grande soddisfazione è stata espressa anche dalla soprintendente Alessandra Vittorini: «Questa città si sta rivelando sempre più, in ogni angolo, una vera macchina del tempo».
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