Allagamenti e incuria, a rischio l’antico mulino

14 Febbraio 2021

San Gregorio. La denuncia della proprietaria, Monica Pezzopane: «Situazione di grave pericolo»

SAN GREGORIO. Maltempo, allagamenti, incuria e abbandono. Un mix di eventi che stanno mettendo a rischio una vasta area agricola nei pressi del mulino di San Gregorio e la stessa antica struttura che risale almeno al 1500, ma è probabile che affondi le radici a tre secoli prima.
Tutto nasce dallo stato di degrado assoluto in cui versa il “fiumetto” che dal ponte sull’Aterno nei pressi di Onna porta l’acqua al mulino di San Gregorio (tra l’altro edificio gravemente danneggiato dal sisma del 2009 e di recente ristrutturato. Dentro l’alveo ci finisce di tutto: scarichi fognari, tronchi e rami, vegetazione fuori controllo. E a questo si aggiunge la scarsa cura anche da parte di chi avrebbe interesse a intervenire perché in estate, con quell’acqua, si irrigano orti e prati.
«Tale corso d’acqua, derivato dall’Aterno in località Ponte di Onna», dice Monica Pezzopane, proprietaria del mulino «utilizzato anche per le irrigazioni dei campi, è da tempo invaso lungo tutta la sua lunghezza da alberi caduti, rami, rifiuti e da uno spesso strato di liquami provenienti dai depuratori. Questo fa sì che l’acqua non riesca più a defluire. A fine gennaio, e anche pochi giorni fa, si sono verificati alcuni allagamenti. Peraltro il vento continua a spezzare rami e alberi che cadono nell’alveo ostruendolo ogni giorno di più. Inoltre l’ingresso dell’acqua – dall’Aterno al fiumetto – nei pressi del ponte di Onna è costituito da tavole messe una sull’altra e questo fa sì che la piena le rompa. È pure capitato che l’acqua, superando il livello dell’ultima tavola, riesca comunque a infiltrarsi senza possibilità di essere fermata. A metà circa del corso d’acqua è situata l’abitazione della sottoscritta, con annesso un antico mulino sottoposto a vincolo della Soprintendenza. Esiste un portellone di scarico a metà della derivazione che reimmette il flusso nell’Aterno riducendone la portata, ma tale portellone risulta completamente ostruito e l’acqua, in caso di piena torna, addirittura indietro. Situazione che si verifica anche da Fossa verso il mulino».
«La situazione», spiega ancora Pezzopane, «è stata segnalata molte volte nel corso degli anni ai vari organi competenti, ma mai nulla è stato fatto, neppure dopo una riunione apposita che si è tenuta al Genio civile regionale il 26 maggio del 2016. La situazione è ormai diventata di grave pericolo, soprattutto per la sottoscritta che rischia a ogni pioggia l’allagamento degli edifici e per di più con acqua contente liquami».
«Nelle ultime tre settimane», prosegue Pezzopane, «abbiamo provveduto, insieme a vari frontisti della zona, a segnalare i fatti anche ai Carabinieri Forestali, che hanno constatato sul posto la gravità del problema e hanno riferito che avrebbero provveduto a inoltrare segnalazione agli organi competenti», conclude Monica Pezzopane.(g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.