«Allagamenti, tutta colpa dei tombini ostruiti»

Dossier fotografico dei cittadini per documentare le cause dei danni di un mese fa Squadre di operai comunali al lavoro con un escavatore per liberare le caditoie
L’AQUILA. Probabilmente, in occasione degli allagamenti dello scorso 8 giugno, i pozzetti di viale della Croce Rossa erano già tutti otturati. È questa la conclusione a cui sono giunti gli autori delle foto che il Centro è in grado di pubblicare, immagini dei tombini di tutta la zona finita sott’acqua. La curiosità è che i cittadini, per certificare la data recente dello scatto, hanno usato una copia del Centro.
Le immagini, frutto dell’iniziativa di alcuni residenti e commercianti della zona colpita dagli allagamenti del mese scorso, sono state inviate a un’associazione che si occupa di ricostruzione nel tentativo di sensibilizzare gli enti preposti a una più attenta manutenzione degli scarichi delle acque piovane.
L’entità degli allagamenti, avevano raccontato molti residenti e commercianti all’epoca dei fatti, non aveva precedenti nella storia della strada. Le foto dimostrano che fino a pochi giorni fa tutti i tombini presenti nel tratto di via San Sisto fino a viale della Croce Rossa risultavano seriamente ostruiti. La quantità e la compattezza dei detriti appare di lunga sedimentazione. Tanto che la squadra del Comune inviata per la pulizia, il 23 luglio scorso, ha dovuto utilizzare addirittura un escavatore e ci sono volute ore di lavoro per rimuovere la gran quantità di terra che ostruiva una singola griglia. L’8 giugno, in occasione di un forte acquazzone, ci furono numerose inondazioni concentrate nella zona a valle di San Sisto, la parte bassa di viale della Croce Rossa e il nucleo artigianale di Pile, colpendo anche zone che in passato, pur soggette a piccoli allagamenti, non avevano mai registrato problemi di tale gravità. Quel pomeriggio l’acqua arrivò con grande violenza in locali che non erano stati mai allagati prima e la causa non sembrava essere solo la quantità di acqua caduta. Vennero tirate in ballo le modifiche al regime delle acque piovane causate dei molti lavori che avevano interessato l’area. In molti avevano però sospettato che una delle cause potesse nascondersi nella scarsa manutenzione dei pozzetti.
Il dossier fotografico sembra dare forza a quest’ulteriore ipotesi. Nella zona di viale della Croce Rossa furono allagate anche alcune case private, con l’acqua putrida che risaliva dai pozzetti, tanto che un’anziana residente aveva commentato che in 50 anni che abitava lì non aveva mai visto una cosa del genere.
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