Commercio, all’Aquila Natale positivo ma senza boom: il centro storico a doppia faccia

Primo bilancio degli acquisti durante il periodo delle festività, restano le difficoltà di accesso. Unanime la posizione degli esercenti: «Gli sconti arrivano troppo presto e penalizzano le vendite»
L’AQUILA. Nonostante le difficoltà a livello generale e croniche del commercio, all’Aquila è stato tutto sommato un buon Natale dal punto di vista degli acquisti per i commercianti anche se, per alcuni, i saldi con partenza il 3 gennaio, ieri, danneggiano le vendite in questo periodo e dovrebbero iniziare più tardi. Qualcuno fa notare che il centro è in grande difficoltà, con alcune categorie che lavorano e altre no.
Peppe Colaneri, storico commerciante, è uno di quelli che tiene il suo negozio aperto anche durante le feste. «Vedo tanta gente in giro» spiega, «anche turisti da fuori città. Io ho lavorato bene, vedere gente che gira e apprezza la città fa piacere. Io sono sempre stato aperto e posso dire che il centro era pieno, c’era anche gente venuta per sciare che poi ha fatto una passeggiata in città». Altro volto storico del commercio è Raffaele Panarelli con il suo negozio a Piazza Palazzo. «Diciamo» afferma «che è stato un Natale faticoso ma positivo. Faticoso perché il commercio stenta in generale, ma c’è stata gente ed è stato buono a livello di riscontri. Ci sono state persone da fuori, non tantissime, ma ho avuto molti clienti ormai fidelizzati che sono tornati nelle seconde case dei comuni vicini. Per i saldi non mi pronuncio. Il periodo degli sconti è sempre caratterizzato da un punto interrogativo, le previsioni che si fanno spesso saltano».
«I saldi sono un’incognita» spiega Sabrina Perrotti che è in via Verdi, «ormai ognuno compra quando vuole. Ci adeguiamo al commercio mondiale, ma far partire i saldi così presto per me penalizza un po’ lo shopping natalizio. Da noi è andata bene, facciamo sempre il nostro». Uno dei problemi rimane quello dei parcheggi e del fatto che la situazione taglia un po’ fuori dal centro storico la fascia di età media, che poi è quella che spende ancora nei negozi fisici e non online. La difficoltà a trovare un posto, la poca voglia di camminare di più rispetto ad un giovane penalizza ed esclude.
«Le vendite» dice Iside Lalli che si trova sempre in via Tre Marie, «sono andate bene anche se non c’era proprio il pienone, ma comunque un buon movimento. I saldi? Non sappiamo cosa aspettarci, sono sempre un’incognita». Chi mette nero su bianco i problemi è Dalila Scimia, con un negozio di abbigliamento a Piazza Palazzo. «Il problema» racconta «è che si porta tanta gente per gli eventi dove comunque lavorano altre categorie. Negli altri giorni ci sono difficoltà per i parcheggi, anche in quello a pagamento a Porta Leoni al quale sono costretta spesso a lasciare la macchina per venire in attività spendendo di media 12 euro. Il cliente si scoraggia e ha paura di beccare la multa, per questo si spende di più fuori dal centro dove il posteggio è sicuro. Se il centro non diventerà più fruibile, credo che molte attività chiuderanno. Io ho lavorato poco sotto Natale, mi auguro che con i saldi vada meglio perché abbiamo costi, fornitori, affitti. Non ho molte aspettative perché vedo che i settori che vanno qui sono altri. Il problema dei cantieri è stato l’ennesimo ostacolo per raggiungerci».
Federica Beniamino ha un negozio in via Castello e uno in periferia. «In centro ho lavorato bene» conclude «soprattutto per i bambini mentre nel settore donna ho lavorato di più nell’altro negozio. Sono un po’ di Natali che la tendenza é questa, c’è meno interesse a comprare abbigliamento, la gente preferisce spendere di più nel mangiare o nel viaggiare. I Natali top erano quelli prima del Covid ma non ci lamentiamo».
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