Allarme eternit, il Comune rinvia

17 Settembre 2015

Tagliacozzo, la prefettura sollecitava azioni dopo la petizione dei residenti

TAGLIACOZZO. Sulla bomba ecologica che, come una spada di Damocle, incombe sulla popolazione di Tagliacozzo, il sindaco Maurizio Di Marco Testa non sembra intenzionato ad abbandonare la tattica del console romano Quinto Fabio Massimo contro Annibale: temporeggiare. A fargli prendere di petto un problema serio, come quello dell’eternit in disfacimento di due capannoni industriali in disuso, non è bastato neppure l’intervento della prefettura. Il 26 agosto, il viceprefetto vicario, Giuseppe Guetta, ha sollecitato il Comune a prendere provvedimenti. La prefettura si è mossa dopo la consegna da parte di una delegazione di cittadini di una raccolta di firme. Sono passati 20 giorni. E non è accaduto nulla. I due edifici sono a ridosso del campo da tennis e di calcio, frequentatissimi anche da bambini. E circondati da case abitate. Il sindaco si decida, una volta per tutte, a dire pubblicamente se il rischio amianto esiste o no. Se, con documenti alla mano, dimostrerà che non esiste, i cittadini, dopo anni di apprensione, finalmente, potranno tirare un sospiro di sollievo. Se invece il pericolo esiste – come fa pensare il deterioramento dell’eternit – allora ordini la bonifica ai proprietari, senza indugi. Se non dovessero farlo, provveda lo stesso Comune e addebiti loro le spese. Incomprensibile appare la posizione defilata della Asl. Che aspetta a disporre un sopralluogo?

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