Allarme incidenti in centro città: «200 in un anno, si corre troppo»

Fenomeno in crescita. Il comandante della polizia locale: «La legge non agevola l’installazione di autovelox» E preoccupa anche l’elevato numero di veicoli: ad Avezzano ne circolano in media 717 ogni mille abitanti
AVEZZANO. Altri incidenti stradali nell’ultimo fine settimana. I più rocamboleschi? Uno in via Garibaldi - in cui sono state coinvolte tre auto - e un altro lungo via Roma - dove una microcar per minorenni è finita fuori strada all’altezza dell’ex hotel Salviano. In entrambi i casi non si segnalano gravi conseguenze per i conducenti, ma in città c’è sempre più preoccupazione per i tanti incidenti avvenuti all’interno del centro urbano negli ultimi mesi. Perché questi sono solo gli ultimi di una lunga scia. Mercoledì scorso, l’auto guidata da una giovane si è ribaltata in via Napoli, mentre in estate sono stati diversi gli schianti registrati in centro, soprattutto nelle ore notturne: in particolare, le auto sfrecciano a velocità folli su corso della Libertà, via Mazzini, via Marconi e anche lungo la centralissima via Corradini, nonostante in tutta l’area sia in vigore il limite dei 30 chilometri orari. Anche i residenti hanno più volte sollevato il dibattito dicendosi preoccupati per la sicurezza di pedoni e ciclisti. Una questione di poco buon senso da parte degli automobilisti ma anche e soprattutto di una normativa che limita l’installazione degli autovelox nei centri abitati. A sottolinearlo è il comandante della polizia locale di Avezzano, Luca Montanari: «Con le leggi attuali risulta complicato installare autovelox nei centri urbani, vale a dire le aree in cui gli incidenti stradali sono sempre più frequenti».
la questione autovelox
Gli autovelox rappresentano gli unici strumenti utili a sanzionare l’eccesso di velocità. Ma il loro posizionamento nei centri cittadini è fortemente limitato dalle leggi in vigore: sulle strade comunali si possono installare apparecchi fissi senza la presenza di un agente che contesti in loco la violazione commessa, purché lo strumento sia ben visibile e segnalato da cartelli posti ad almeno 80 metri di distanza. All’interno delle città, inoltre, gli autovelox sono consentiti solo sulle “strade a scorrimento”, ovvero quelle strade a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia. «Tutto a scapito della sicurezza di pedoni e ciclisti», aggiunge il comandante Montanari, «e anche il centro di Avezzano non si presta alle norme in vigore per il posizionamento degli autovelox. In questo modo si fa fatica a controllare la velocità nelle strade urbane».
limiti di velocità
Il fenomeno delle alte velocità all’interno del centro urbano è monitorato anche dall’amministrazione comunale: «Dopo i lavori di riqualificazione, abbiamo reinserito il limite di velocità di 30 chilometri orari in via Marruvio, dove sorgerà una nuova pista ciclabile senza cordoli», spiega l’assessore alle Infrastutture viarie, Emilio Cipollone. Le limitazioni sono presenti in tutto il centro, oltre a una serie di dissuasori posizionati sulle arterie principali. Sempre su via Marruvio, una pattuglia della polizia locale vigilerà sulle infrazioni e sul rispetto del codice della strada da parte degli automobilisti. «La prevenzione», rimarca ancora Montanari, «si fa con le sanzioni: punire le infrazioni più piccole per evitare quelle più grandi. Anche nella nostra città, le strade che fino a qualche tempo fa erano considerate tranquille, sono diventate pericolose a causa delle alte velocità».
i dati
Ogni anno ad Avezzano vengono registrati circa 200 incidenti stradali (compresi quelli più lievi). Fortunatamente, il numero di quelli mortali è piuttosto esiguo. Non va dimenticata, inoltre, l’incidenza del tasso di motorizzazione, cioè la presenza di auto in base al numero degli abitanti. Ad Avezzano circolano in media 717 automobili ogni mille abitanti (dati Istat del 2018), in aumento del 2,9 per cento. Si tratta di uno dei dati più alti in Italia, motivo per cui in molti tra amministratori, associazioni e cittadini spingono per una transizione green della mobilità cittadina.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

