Allarme speculazioni sulle patate

Vendute a prezzi inferiori, il Consorzio Igp del Fucino agli agricoltori: attenzione a chi altera il mercato
CELANO. Allarme concorrenza sleale sui prezzi delle patate, che rischiano di finire nella grande distribuzione a prezzi inferiori rispetto a quelli consigliati dal Consorzio di tutela Igp. Consorzio che richiama all’unità gli agricoltori del Fucino per evitare speculazioni, soprattutto quest’anno che il tubero fucense gode di particolari proprietà organolettiche. Il prezzo di vendita consigliato dal Consorzio diretto da Mario Nucci è di 35 centesimi al chilo. Il Consorzio comprende alcune delle principali aziende agricole del Fucino, come Ampp, Torti, Angelucci, Fratelli Cambise, cooperativa La Serra, La campagnola, Sielca 2 e cooperativa Coltor e intende salvaguardare il marchio Igp e l’alta qualità delle patate 2018. I problemi, però, sono arrivati qualche giorno fa, quando ci si è resi conto che dei produttori stanno giocando al ribasso proponendo le patate del Fucino a prezzi inferiori. «Abbiamo riscontrato, nei primi giorni della campagna pataticola 2018-2019, attività distorsive e fortemente lesive degli interessi dei pataticoltori del Fucino, da parte di operatori commerciali che artificiosamente tentano di alterare il mercato», commenta il direttore Nucci, «esortiamo tutti gli aderenti alla filiera Igp patata del Fucino a mantenere fermi gli impegni presi e a diffidare delle proposte di commercianti che tendono a deprimere il prezzo e svilire il significato del marchio. Invitiamo tutti a favorire la diffusione e sostenere il sistema agroalimentare italiano di qualità, alla luce delle indicazioni del Consorzio di tutela Igp patata del Fucino. Il Consorzio è tenuto a collaborare, secondo le direttive impartite dal Ministero alla tutela e alla salvaguardia della Dop o dell’Igp da abusi e atti di concorrenza sleale. E vigilerà attentamente, pronto ad applicare, nel rispetto della vigente normativa nazionale e dell’unione europea sotto il coordinamento dell’Ispettorato, le sanzioni previste per coloro che con il loro comportamento irresponsabile danneggiano l’immagine del marchio Igp e l’economia complessiva del territorio».
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