Allevatori, contributi in ritardo

La rabbia degli addetti: prezzi del foraggio alle stelle, intervenga la Regione
AVEZZANO. I contributi comunitari non arrivano e gli allevatori abruzzesi non sanno più dove sbattere la testa. L'Agenzia, cui spetta pagare i fondi europei ai produttori agricoli (Agea), si trova in fortissimo ritardo con i pagamenti relativi al 2016 (saldo) e al 2017 (per intero) e questo sta mettendo in seria difficoltà agricoltori ed allevatori della regione, in particolare dell'Aquilano e del Teramano. Senza soldi gli imprenditori non possono acquistare il foraggio e gli animali rischiano di morire di fame. «A causa della siccità del 2017», rileva Carmine Contestabile, allevatore di Celano, «il prezzo del foraggio è salito alle stelle. Per acquistare un quintale di fieno, servono 22/23 euro più Iva. Non ricevendo i contributi comunitari, attraverso la Regione e l'Agea, non abbiamo scelta: o svendiamo gli animali e cessiamo l'attività o ci carichiamo di altri debiti. La situazione è diventata insostenibile. La Regione ci aveva assicurato che entro la prima decade di marzo avremmo ricevuto almeno i soldi relativi al Programma di sviluppo rurale (Psr). Finora però non abbiamo visto un centesimo. È così che si aiuta l'agricoltura abruzzese?». L'erogazione dei contributi comunitari relativa al Psr è finalizzata al miglioramento dei pascoli montani, al pagamento dell'indennità compensativa e ad altre misure agro-ambientali. Come si spiega tale inadempienza dal momento che i fondi ci sono? «I maggiori ritardi», spiega Donato Di Marco, direttore della Confederazione italiana agricoltori (Cia) delle province dell'Aquila e di Teramo, «sono da attribuire ad Agea, la quale non ha messo a disposizione delle Regioni, nei tempi stabiliti, le procedure per le istruttorie per il Psr, accumulando ritardi sugli atti amministrativi del 2016 e a caduta per il 2017. Da novembre 2017 si è aggiunta un'ulteriore incombenza burocratica. L'attivazione, da parte dell'Unione europea, della procedura antimafia per importi superiori a 5.000 euro ha complicato ulteriormente la situazione, non consentendo il completamento del pagamento degli anticipi iniziati da pochi giorni. Così a ricevere gli anticipi sono state pochissime imprese. L'inconveniente è stato risolto parzialmente a fine anno con il “Regolamento omnibus”, che ha fissato a 25mila euro la soglia oltre la quale sarebbe scattata la procedura di controllo e concesso una sostanziale deroga per il 2017. Dopo l'attivazione di questa norma i pagamenti sono stati bloccati per oltre tre mesi e sono ripresi da poco, ma con lentezza». La Confederazione italiana agricoltori si incontrerà oggi a Roma con i vertici di Agea per sollecitarla a snellire le procedure burocratiche che soffocano le imprese, facendo perdere competitività all'intero comparto. Si spera solo che quello degli agricoltori e degli allevatori non sia solo un urlo nel deserto.

