Alloggi Case in fitto

Pronto il bando, ecco come fare per avere un appartamento
L’AQUILA. Gli alloggi del Progetto Case saranno aperti ai non-terremotati con una nuova azione di housing sociale. Il bando, in preparazione, sarà pubblicato sul sito del Comune prima di Natale e resterà attivo fino al 30 gennaio 2017. È l'ultimo atto dopo una serie di azioni messe in campo negli ultimi anni dall’amministrazione per integrare l’assistenza alla popolazione e rivolte a diverse categorie: dalle fragilità sociali alle nuove coppie, dai nuclei monoparentali alle associazioni sportive e di volontariato. Quest’ultimo bando è volto a dare in concessione in housing sociale e a mercato libero, gli alloggi del Progetto Case che via via si stanno liberando (attualmente quelli disponibili sono 371) ma non dei villaggi Map, che saranno dismessi. «Ci rivolgiamo a tutti coloro che non hanno possibilità economica per rivolgersi al mercato immobiliare», ha spiegato l’assessore all’Assistenza alla popolazione Fabio Pelini (nella foto in alto a sinistra con l’assessore Emanuela Di Giovambattista), «e che hanno almeno un anno di residenza in un Comune italiano». Con i suoi 5mila alloggi il Progetto Case è, dunque, sempre meno rivolto ai terremotati. Gli aquilani via via stanno rientrando nelle loro case. E nel Progetto Case trovano posto altri terremotati: sono 94 i nuclei familiari di Amatrice e Accumoli sfollati dopo il sisma del 24 agosto e ospitati all’Aquila, grazie a una convenzione con la Regione Lazio.
Per poter accedere a un alloggio del Progetto Case in housing sociale occorrono specifici requisiti. Anche se il bando è rivolto ai residenti in Italia, il punteggio maggiore viene assegnato a chi ha residenza all’Aquila (10 punti). Otto punti andranno ai nuclei con due o più figli minori, anche se nascituri; 6 ai nuclei con un figlio minore; 4 punti verranno riconosciuti in presenza di un componente disabile e 2 punti se il nucleo familiare ha componenti con età superiore ai 75 anni. A parità di punteggio, verrà considerato il maggior numero di componenti minori del nucleo familiare. Prima dell’assegnazione, i neo inquilini dovranno versare tre mensilità di cauzione. Non solo: tra i requisiti non c’è il tetto dell’Isee (che si basa sulla sommatoria tra patrimonio, investimenti, azioni e depositi bancari dei componenti dell’intero nucleo familiare), bensì a valere è il reddito imponibile personale, che non deve superare i 40mila euro lordi.
«Ci aspettiamo un grande riscontro», ha commentato l’assessore, «perché sappiamo che all’Aquila c’è un grande bisogno di case, soprattutto per nuove coppie, mamme in gravidanza e famiglie che, a causa della crisi economica, non riescono a sostenere gli affitti. In questo modo possono entrare nel Progetto Case con canoni stabiliti in base ai Patti territoriali». Ossia, quegli accordi che vengono stretti tra associazioni di categoria, sindacati e organizzazioni degli studenti e che mirano a calmierare il mercato degli affitti con canoni che cambiano a seconda della zona: le meno costose all’Aquila sono Pianola, Bagno, Roio, mentre la più “cara” è Sant’Antonio. Per fare un esempio, un appartamento del Progetto Case di Sant’Antonio avrà un affitto di 280 euro al mese, la stessa tipologia a Roio avrà un canone di 140 euro. (m.g.)
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