Altra rissa in centro città Verini: «Lettera a Meloni»

8 Ottobre 2023

Botte tra giovani a San Bernardino: uno di loro in ospedale col setto nasale rotto Il consigliere di Azione: «Profondo degrado, metteremo al corrente la premier»

L’AQUILA. Ennesima rissa in centro e nuove polemiche sulla sicurezza in città. L’ultimo episodio ha coinvolto un gruppo di giovani magrebini, che si sono picchiati sotto i portici di San Bernardino. Ad avere la peggio è stato uno di loro, trasportato all’ospedale San Salvatore con il setto nasale rotto. Il fatto è avvenuto poco dopo le 20. Sul posto è intervenuto il 118 dell’Aquila. Torna dunque ad alimentarsi il dibattito sulla sicurezza nel centro città, alla luce dei tanti episodi di risse e atti vandalici registrati soprattutto negli ultimi mesi. Il primo ad accendere la miccia è il consigliere comunale di Azione, Enrico Verini: «Non sarebbe accaduto se si fosse realizzato quello che pochi giorni fa, io e il consigliere Gianni Padovani abbiamo inutilmente chiesto al prefetto dell’Aquila, ovvero di utilizzare i suoi poteri per organizzare un pattugliamento a piedi di squadre di quattro elementi: un carabiniere, un poliziotto, uno della polizia municipale uno della Finanza, con cani antridroga (perché lì, sia chiaro, si vende droga, proprio davanti le finestre del Comune) ma non è stato fatto nulla». Verini prosegue: «Lunedì (domani, ndr) scriveremo una lettera ai livelli superiori, al capo della polizia, al ministro dell’Interno, alla premier Giorgia Meloni in cui riferiremo tutto. Lo faremo senza simboli di partito, come cittadini aquilani e chiedo a tutti voi di firmarla insieme a noi. Tocca a chi ci abita, difendere la nostra città dal degrado in cui sta sprofondando».
Anche Giorgio Fioravanti, esponente cittadino della Lega, ha commentato l’ultima rissa a San Bernardino: «L’esercito? Secondo me nemmeno basta», dice, «questi individui capiscono una lingua sola ed è bene che qualcuno gliela cominci a parlare seriamente, non a chiacchiere. Io non ci sto a dover aver paura di queste cacche nella mia città, dove devono crescere i miei figli». Anche i residenti sono allarmati. (l.p.)
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