Altre due persone decedute per il Covid

18 Gennaio 2022

Si tratta di un 64enne originario di Cagnano Amiterno, ex dipendente della questura, e di un uomo di 86 anni di Scoppito

L’AQUILA. Ci sono altre due vittime per conseguenze legate al Covid: si tratta di un aquilano di 64 anni, Felice Mariani, e di Ubaldo Di Gregorio, 86 anni, di Madonna della Strada a Scoppito. Mariani, dipendente della questura ma già da alcuni anni in pensione, è deceduto domenica. I funerali dell’uomo, che lascia la moglie Dina e le due figlie Simona e Sara, sono fissati per domani alle 15 nella chiesa di San Francesco a Pettino. Poi la sepoltura al cimitero di Termine di Cagnano Amiterno paese d’origine di Mariani. Si terranno, invece, questa mattina alle 11.30 nella chiesa di San Bartolomeo a Scoppito, i funerali di Ubaldo Di Gregorio.
Intanto, la circolazione del virus resta alta, ma si è allentata leggermente la pressione sul reparto di Terapia intensiva dell’ospedale San Salvatore, dove attualmente ci sono 4 persone ricoverate, tutte non vaccinate. Nelle ultime 24 ore in città si sono registrati 62 nuovi casi, a fronte dei 276 dell’intera provincia, ma i dati risentono del minor numero di tamponi che vengono effettuati la domenica. La situazione resta pesante nelle scuole, dove ogni giorno si contano nuovi contagi, in particolare nelle aule di primaria e infanzia: contagi che poi i bambini, spesso da asintomatici, portano in casa, come sottolinea il primario di Terapia intensiva Franco Marinangeli, che si augura una crescita delle vaccinazioni nella fascia di età dai 5 agli 11 anni, ferma a circa il 20 per cento.
MARINANGELI
Nel modulo grandi emergenze della Terapia intensiva sono ora ricoverate 4 persone, su 6 posti disponibili, che sabato scorso risultavano tutti occupati: «Un paziente purtroppo è deceduto», spiega Marinangeli, «e un’altra è stata trasferita. La situazione dei ricoveri è fluttuante, speriamo che rimanga stabile, ma è abbastanza difficile, visto che i contagiati sono tanti. I 6 pazienti degli ultimi giorni risultano tutti non vaccinati, un dato che deve far riflettere». Oltre ai 6 posti letto del nuovo modulo inaugurato recentemente, all’ospedale San Salvatore ci sono altri 4 posti Covid in intensiva, per un totale di 10. Intanto, il reparto diretto da Marinangeli è stato riorganizzato, così come il personale, per gestire anche l’assistenza ordinaria: «Dal punto di vista organizzativo», aggiunge il primario, «stiamo facendo il possibile per garantire anche l’attività chirurgica. È comunque una fase delicata, che ci auguriamo duri poco. Secondo le previsioni, il picco dei contagi è atteso per la prossima settimana, ma sappiamo che le terapie intensive risentono poi dell’onda lunga. Possiamo però intravedere che, rispetto allo scorso anno, la situazione sarà più gestibile, sul fronte delle ospedalizzazioni. E questo, lo ripeto, grazie ai vaccini». La bassa adesione alla campagna vaccinale in corso da parte della fascia di età dai 5 agli 11 anni deve essere invertita: «Il problema è che i bambini portano il virus tra i grandi», sottolinea Marinangeli, «e questo dato non ci conforta. Sto però vedendo che le vaccinazioni stanno aumentando. Si deve continuare su questa strada».
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