Altri sette vigili chiedono il trasferimento 

È scontro alla polizia locale, i sindacati parlano di «incompatibilità ambientale» e si appellano al prefetto

SULMONA. Si accentua lo scontro all’interno del corpo di polizia locale di Sulmona, con 7 vigili urbani che hanno chiesto di andare via per «incompatibilità ambientale».
Non lo dicono chiaramente ma i 7 poliziotti puntano il dito contro il loro comandante tant’è che hanno chiesto, tramite le organizzazioni sindacali, un incontro urgente al prefetto dell’Aquila Cinzia Torraco, «a tutela del personale dipendente». Nella richiesta di incontro con il prefetto si parla dunque di «incompatibilità ambientale», per quello che i sindacati riferiscono essere un «malessere diffuso del personale operativo». In particolare i sindacati denunciano una situazione «non più sostenibile con turni gravosi, servizi fino a 22 giorni consecutivi senza riposo, servizi appiedati e monoagente svolti quasi esclusivamente su Corso Ovidio e strade adiacenti, mancanza di patenti di servizio per i nuovi assunti a distanza di più di 16 mesi dalla loro assunzione, con la conseguenza che nei servizi di ordine pubblico e di reperibilità questi ultimi non possono guidare i veicoli; scarso utilizzo dei mezzi e strumenti a disposizione, imposizione dello straordinario programmato, sostituzione delle serrature di ingresso ad alcuni uffici e chiavi non date a tutto il personale che lavora in quegli stessi». E ancora: «Continua rotazione di una sola parte del personale dagli uffici, emissione di continui ordini di servizio destabilizzanti per il personale, mancato utilizzo dei numerosi veicoli di servizio in dotazione (7 autoveicoli, 2 moto, 2 ciclomotori e 1 scooter), con relativa “scopertura” del controllo del territorio comunale; mancata possibilità di coadiuvare le altre forze di polizia nel rilevamento degli incidenti stradali per svolgimento del servizio appiedato».
Le 7 richieste di trasferimento vanno ad aggiungersi a quelle protocollate già in precedenza da altri 8 agenti di polizia locale di cui 4 spostati in altri uffici del Comune e gli altri negli uffici del tribunale e al Comune di Pescara. Un lungo elenco di lamentele da parte degli agenti che ora saranno poste all'attenzione del prefetto. Da parte sua il comandante Leonardo Mercurio si dice tranquillo del suo operato e nello stesso tempo annuncia denunce. «Ho sempre lavorato nel rispetto della legge e delle regole in vigore», afferma Mercurio, «in questo momento mi sento leso nell'onore e di conseguenza mi rivolgerò alle Autorità competenti». (c.l.)
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