Altri tre aggregati commissariati

6 Marzo 2022

Si tratta di due consorzi di Paganica e uno di Arischia che ha più di 50 proprietari 

L’AQUILA. Sono in fase di definizione altri 3 commissariamenti di aggregati che per vari motivi non riescono ad andare avanti con la ricostruzione. Si tratta di 2 consorzi di Paganica e uno di Arischia. Il valore complessivo dei contributi in ballo è di circa 3,5 milioni di euro. Particolare il caso di Arischia dove un aggregato (finanziato con 1,6 milioni) ha più di 50 tra proprietari e comproprietari, di alcuni dei quali (una ventina) non si conoscono nemmeno codice fiscale e indirizzo. Quello di Arischia è un caso raro ma non unico. Nelle frazioni sono tanti gli aggregati “ginepraio” nei quali già è difficile mettere d’accordo due proprietari figuriamoci decine. La via del commissariamento (che azzera l’assemblea) in molte situazioni è l’unica via di uscita. In questi giorni per i 3 aggregati sono partite le diffide con «contestuale attivazione dei poteri di sostituzione e commissariamento in capo al Comune dell’Aquila». Da oggi quindi i presidenti degli aggregati e altre persone incaricate «non dispongono più di alcun titolo di rappresentanza per la relativa pratica. Ogni atto presentato a partire dalla notifica della diffida non sarà preso in considerazione». I presidenti (ormai ex) dovranno comunicare, nel termine massimo di 7 giorni, a tutti gli enti interessati nonché a tutti i soggetti giuridici e alle persone fisiche coinvolte nel procedimento, la cessazione del rapporto di rappresentanza del consorzio col Comune il quale provvederà alla nomina del commissario che verrà pubblicata sull’albo pretorio comunale con valore di notifica formale a tutti gli effetti di legge. Su richiesta e secondo le modalità indicate dal Commissario, il presidente, anche se destituito o cessato, dovrà consegnare tutta la documentazione nonché fornire tutte le indicazioni, ivi compresi gli estremi del conto bancario dedicato, utili all’espletamento dell’incarico assegnato al commissario».
OCCUPAZIONE MAP
La Procura della Repubblica ha avviato un’indagine e c’è già la citazione a giudizio per due persone che hanno occupato un Map senza averne diritto. Sono accusate di «introduzione arbitraria, in maniera non momentanea, in un terreno o in un edificio altrui, pubblico o privato, al fine di occuparlo o di trarne, altrimenti, un profitto». Il Comune dell’Aquila si è costituito parte civile.
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