Altro focolaio in ospedale, chiusa Medicina interna universitaria

21 Novembre 2020

L’AQUILA . Si accende il secondo focolaio in un reparto dell’ospedale San Salvatore. Dopo Ortopedia, chiusa lo scorso 18 ottobre, dal 14 novembre è stato interdetto l’accesso anche a Medicina interna...

L’AQUILA . Si accende il secondo focolaio in un reparto dell’ospedale San Salvatore. Dopo Ortopedia, chiusa lo scorso 18 ottobre, dal 14 novembre è stato interdetto l’accesso anche a Medicina interna universitaria, a causa di circa 20 pazienti risultati positivi e 7 contagi fra il personale sanitario. La notizia, non comunicata ufficialmente dalla Asl, è stata confermata da fonti interne. Ieri in città si sono registrati 56 nuovi casi, in calo rispetto al giorno precedente, quando si è raggiunta la cifra record di 104 contagi. Stando all’andamento dell’epidemia, 2,9 aquilani ogni 100 hanno contratto il virus dal 1° ottobre al 19 novembre. Intanto, l’azienda sanitaria annuncia l’assunzione di 5 medici e il direttore sanitario della Asl Sabrina Cicogna sospende fino al 3 dicembre le prestazioni ambulatoriali che non rivestono carattere d’urgenza.
MEDICINA INTERNA. Il nuovo focolaio sarebbe partito da un paziente, entrato negativo, ma con un’infezione in corso, poi risultato positivo. Il cluster, dunque, non sarebbe stato arginato in tempo e ha portato alla chiusura del reparto, con i pazienti di Medicina interna e Nefrologia a direzione universitaria che sono stati spostati per lo più in Medicina Covid. I locali sono stati sanificati, ma nel frattempo, tra il personale contagiato e quello impiegato altrove, di fatto il reparto resta chiuso.
ASSUNZIONI. Per affrontare l’emergenza in corso, al San Salvatore sono stati attivati nuovi spazi e servizi ricavati dalla direzione Asl nell’edificio Delta 7, mentre per le partorienti positive al Covid è stata istituita la cosiddetta “sezione rosa” con l’individuazione di due stanze: i neonati saranno affidati alla Tin, Terapia intensiva neonatale dell’ospedale. Nello stesso edificio, inoltre, è stata individuata una stanza, riservata ai pazienti Covid, in cui verrà collocato il macchinario del rene artificiale per assicurare la dialisi, peraltro già garantita (con percorsi dedicati) dall’unità operativa di dialisi dell’ospedale. Infine, sempre all’interno del Delta 7, è in corso di allestimento un reparto di lungodegenza Covid che servirà, in continuità con l’attività della Medicina Due, già avviata, ad alleggerire la crescente pressione sui reparti ospedalieri che ospitano casi acuti. Saranno assunti 5 medici, che prenderanno servizio entro lunedì.
VISITE AMBULATORIALI. Il direttore sanitario della Asl 1 Sabrina Cicogna ha disposto per tutti i presìdi della provincia, con una circolare del 18 novembre, che vengano eseguite solo le prestazioni ambulatoriali urgenti, dandone comunicazione agli ospedali interessati, all’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì, al direttore generale Claudio D’Amario e al referente regionale per le Emergenze Alberto Albani. Nella stessa circolare si dispone che i malati chirurgici ricoverati nei reparti Covid devono essere presi in carico dalle unità ospedalieri di afferenza. Le nuove disposizioni resteranno in vigore fino al 3 dicembre.
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