Alunno di 11 anni ferisce il bidello con una coltellata alla schiena

18 Gennaio 2022

Giallo alla media Capograssi. Il ragazzino abbandona l’arma nel cortile dell’istituto e fugge dai nonni Sette giorni di prognosi per l’operatore scolastico. La preside Pagano: «Un episodio inspiegabile»

SULMONA. Stava accompagnando l’alunno a prendere il cappotto che aveva lasciato in palestra durante l’ora di educazione fisica quando ha avvertito un lieve dolore dietro la schiena. All’inizio, il collaboratore scolastico, ha pensato fosse stato punto da un insetto, poi quando si è toccato con la mano, ha visto il sangue e il ragazzo scappare via. Ha capito di essere stato colpito con un coltello. L’episodio ieri mattina nella scuola media Capograssi di Sulmona. Un ragazzino di 11 anni ha ferito l’operatore scolastico senza alcuna apparente ragione. Sul posto è intervenuta una volante della polizia che ha effettuato i rilievi, sequestrando il coltello e ascoltando i testimoni. Mentre il collaboratore scolastico è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona dove i medici gli hanno applicato un punto di sutura alla ferita con una prognosi di sette giorni.
IL RACCONTO DEL BIDELLO
«Sinceramente ancora non riesco a spiegare l’accaduto», afferma Savino Monterisi, assunto da circa un mese nella scuola, «con questo ragazzo non ho mai avuto contatti in precedenza in quanto lavoro nella parte delle elementari e lui frequenta le medie. Mai visto prima di oggi. L’ho incontrato a scuola mentre salivo dal seminterrato. Quello che è successo mi amareggia sensibilmente. Nel momento in cui ho sentito il dolore, pensavo fosse stato procurato dal pizzico di qualche insetto. Anche perché mai avrei potuto immaginare che potessi essere stato colpito alla schiena con un coltello. Per fortuna nulla di grave».
LA FUGA
Dopo l’accaduto, il ragazzino è fuggito dai nonni. Abbandonando il coltello nel cortile dell’istituto. La polizia l’ha subito recuperato e altrettanto celermente ha rintracciato l’alunno. Sono stati avvisati i genitori.
LA PROCURA PER I MINORENNI
Le indagini volte a comprendere la dinamica degli eventi sono in corso da parte degli uomini del commissariato, coordinate dalla Procura per i minorenni dell’Aquila, diretta da David Mancini. Al momento non risultano spiegazioni all’origine del gesto. Sono stati ascoltati i genitori del ragazzino e non sono emerse particolari conflittualità, neppure in ambito scolastico. Un ragazzino all’apparenza tranquillo e proveniente da una buona famiglia. L’11enne non è punibile e quindi non verrà denunciato. Nei prossimi giorni verrà comunque ascoltato dalla Procura per i minorenni, con l’assistenza di uno psicologo, per affrontare le ragioni del possibile disagio.
SINDACO SCOSSO
«Il fatto è incredibile e mi lascia basito», afferma il sindaco Gianfranco Di Piero, «e proprio perché inspiegabile bisogna interrogarsi bene sulle ragioni che hanno portato il ragazzino a mettere in atto quel gesto aprendo una strategia di attenzione nei confronti del mondo dei bambini e degli adolescenti. È chiaro che il ragazzo va protetto attraverso un approfondimento serio e gli strumenti scientifici necessari e con un supporto psicologico che devono fare l’autorità scolastica d’intesa con gli organi sanitari».
LA DIRIGENTE SCOLASTICA
«Un ragazzo normalissimo con un buon andamento scolastico, socievole, che non ha mai dato problemi, né mostrato segni di disagio, che vive in un contesto familiare che non sembra avere problemi», sottolinea la preside della Capograssi, Domenica Pagano, «non riusciamo a spiegarci come sia successo. L’episodio ci ha colti del tutto di sorpresa».
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