Ama, il sindacato Usb contro le privatizzazioni

L’AQUILA. La privatizzazione dei servizi pubblici, e in particolare la situazione riferita all’Ama, l’Azienda per la mobilità aquilana che gestisce il trasporto pubblico e che ha i conti in rosso,...
L’AQUILA. La privatizzazione dei servizi pubblici, e in particolare la situazione riferita all’Ama, l’Azienda per la mobilità aquilana che gestisce il trasporto pubblico e che ha i conti in rosso, salvata dal fallimento due giorni fa dal consiglio comunale con una delibera di versamento di 1,3 milioni di euro, è nel mirino di Alfonso De Amicis, del sindacato Usb.
«Da trent’anni, nonostante la velocità dei cambiamenti economici e sociali, i cittadini di questo Paese vedono applicate le stesse politiche», sostiene De Amicis. «Politiche che obbediscono a patti scellerati – interni ed esterni – di stabilità finanziaria. Non fanno eccezione ovviamente le aree interne abruzzesi e il territorio aquilano dove, bisogna dirlo con forza, che a tali patti solo pochi Comuni hanno opposto qualche timida resistenza pagandone tuttavia prezzi altissimi».
De Amicis parla di «esiti fallimentari» per la privatizzazione dei servizi di pubblica utilità, «sia sul piano dell’efficienza economica, che su quello della qualità del servizio offerto ai cittadini. Questo modo di intendere i servizi pubblici in maniera limitata anche all’Aquila, peraltro in una situazione già tristemente stravolta, per quanto riguarda il trasporto pubblico, la si vuole scaricare sui lavoratori e, a effetto domino, sui cittadini limitando le corse oppure aumentando il costo del biglietto. Il solito disastro all’italiana. A poco valgono infatti», prosegue De Amicis, «le finte litigate tra i vari schieramenti che si sono susseguiti nella gestione della municipalizzata Ama. Il taglio avvenuto quindi sulla contrattazione decentrata incide sulle spese quotidiane dei contribuenti ed è micidiale anche nel salario differito dei circa 380 lavoratori Ama: in parole povere un taglio netto dell’assegno pensionistico da maturare. La contrattazione decentrata dovrebbe servire invece ad adattare il lavoro in ogni singolo contesto, ma nelle municipalizzate che si occupano di mobilità è una conditio sine qua non per adattare il trasporto pubblico alla città. La contrattazione decentrata riguarda appunto specificità locali, i nastri lavorativi, l’orario di lavoro, l’incentivo alla presenza, la riduzione dell'incidentalità e i servizi accessori, come ad esempio il rifornimento del carburante. Che, ci chiediamo: a chi tocca espletare l’incarico, chi deve fare il rifornimento? Si scaricano anche qui costi e lavoro sugli autisti, senza riconoscimento alcuno»?
«Quindi un ricatto odioso nei confronti di questi lavoratori. Il sindacato Usb non ci sta», conclude De Amicis, «siamo dalla parte di lavoratori e cittadini e crediamo che questo non può più essere il momento di continuare a subire le politiche economiche di austerità, liberandosi dalle catene delle privatizzazioni e dei tagli».

