Ambulanti in rivolta: «Non riapriremo»

In 80 attaccano l’organizzazione del mercato: poche bancarelle autorizzate e no alla divisione delle aree di vendita
SULMONA. Gli ambulanti sono pronti a scioperare contro la nuova versione del mercato sotto coronavirus. Prima di tutto non convince la piazza semivuota e chiusa alle auto e poi non piace la proposta dell’ultimo minuto, quella di un mercato diviso in due tra piazza Garibaldi e il quartiere di via papa Giovanni XXIII nei giorni di mercoledì e sabato. Circa 80 ambulanti hanno infatti organizzato un gruppo su whatsapp per preparare uno sciopero qualora il Comune metta nero su bianco la spaccatura del mercato. «L’emergenza impone una riorganizzazione ma quest’ultima ipotesi che si sta valutando non va bene a noi ambulanti», spiegano gli interessati, «ogni settore sappiamo che aiuta l’altro e la piazza rappresenta la tipicità e l’antichità del mercato. Come partenza finora è andata bene ma bisogna unire altri vagoni a questo treno. Il mercato è bello se siamo uniti». Mentre la rotazione dei banchi inizia ad essere metabolizzata, seppur a fatica, l’ipotesi della divisione in due sta creando le prime fratture tra ambulanti e Comune. Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro a Palazzo San Francesco, dove è stata ipotizzata la possibilità di sfruttare anche i mercatini rionali. L’assessore al Commercio e vicesindaco Marina Bianco (nella foto) aveva chiesto in quella occasione ai rappresentanti degli esercenti ambulanti di presentare tre proposte, proprio per agire nell’ottica della concertazione e del confronto, fermo restando la successiva valutazione in termini di fattibilità e sicurezza. Al momento nessuna decisione è stata presa perché oltre al mercato diviso in due si sta pensando anche ad altre ipotesi per andare incontro alle esigenze del commercio a posto fisso e di quello ambulante. «Stiamo lavorando alacremente ed esaminando l’ordinanza della Regione per tutelare sia il comparto degli ambulanti che la salute: ho rinviato l’altro incontro previsto per martedì prossimo proprio per trovare soluzioni adeguate a beneficio degli ambulanti», interviene il vicesindaco spiegando che, se si è ripartito, è grazie al fronte comune tra amministrazione e Confesercenti per ridare un minimo di movimento alla piazza. Ora, però, gli ambulanti bocciano la spaccatura della fiera e si dicono pronti a scioperare. A loro si aggiungono le proteste dei commercianti con i loro negozi che affacciano sulla piazza e che non riescono a digerire la chiusura al traffico per quattro giorni a settimana. Finora il mercato è stato animato solo da 38 banchi di generi alimentari, che a rotazione hanno occupato esclusivamente il plateatico, nelle mattine del martedì, mercoledì, venerdì e sabato. L’area, perimetrata con nastro segnaletico, prevede l’ingresso dalle scale dell’acquedotto e l’uscita alla chiesa di San Filippo.
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