Ambulatori a rischio: allarme dei sindacati

7 Marzo 2023

Giovedì è previsto il sit-in in via Saragat. La protesta: «Mancano i sostituti dei medici pensionati»

L’AQUILA. Un sit-in di protesta è in programma giovedì alle 12.30 davanti alla sede della direzione generale della Asl in via Saragat in difesa dei Nuclei di cure primarie (Ncp), le strutture di base che riuniscono medici di famiglia con ambulatori aperti dalle 8 alle 20, e dove si può usufruire anche di personale infermieristico e di segreteria. Il timore di utenti e addetti ai lavori è legato al rischio chiusura per «la non volontà della parte pubblica di reinserire nuovi medici al posto di quelli andati in pensione». Questa la denuncia dei sindacati medici Fimmg (Federazione medici di medicina generale), Snami (Sindacato nazionale medici italiani) e Smi (Sindacato medici italiani), unitamente alla Cgil, in rappresentanza dei dipendenti. «A un mese dalla dichiarazione dello stato di agitazione per la problematica della sostituzione dei medici pensionati, ancora il silenzio assordante sia della Asl che della Regione», affermano il segretario provinciale Fimmg L’Aquila, Vito Albano, il segretario provinciale Snami, Raffaele Giorgi, il segretario provinciale Smi, Guido Iapadre, e il segretario provinciale Cgil, Francesco Marrelli. A sostegno della mobilitazione c’è stata un’interpellanza del difensore civico. Inoltre è stata avviata una raccolta di oltre 5mila firme a sostegno della battaglia promosso da un comitato cittadino. «La chiusura», scrivono ancora i rappresentanti sindacali, «avrebbe conseguenze gravi, sia sanitarie che sociali: infatti ci sarà una riduzione della qualità dell’assistenza sanitaria; in più si profilano grossi rischi di riduzione di orario o addirittura perdita del lavoro da parte del personale assunto nei Ncp. In provincia sono a rischio circa 20 posti di lavoro, in un momento storico particolarmente difficile dal punto di vista economico». Alla mobilitazione hanno aderito varie forze politiche, tra cui il Pd dell’Aquila e il circolo cittadino di Sinistra italiana. «Nel momento in cui si sta navigando verso la creazione delle Case di Comunità (Cdc)», proseguono i sindacati, «logica vuole che vengano sostenute e difese le associazioni mediche che costituiscono l’embrione da cui sviluppare l’organizzazione di lavoro all'interno delle Cdc». (fab.i.)
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