Amianto dimenticato tra scuola e parco

Palmieri (Credici) allerta la Regione per il caso dell’ex Cooperativa agricola: «Rimozione sollecitata tre anni fa dalla Asl»
SCURCOLA MARSICANA. Una possibile bomba ecologica dimenticata da anni nel centro abitato di Scurcola Marsicana, con quintali di amianto che si sgretola. La struttura apparteneva alla “Cooperativa agricola dei Campi Palentini” e si trova in abbandono. Già tre anni fa la Asl aveva sollecitato la rimozione del materiale, messo al bando da tempo perché cancerogeno. La nuova denuncia porta la firma di Pierluigi Palmieri, presidente di Credici (Coordinamenti regionali diritti civili), e arriva all’indomani del convegno “Abruzzo libero dall’amianto” promosso da Mario Mazzocca, sottosegretario alla presidenza della Regione Abruzzo, tenutosi recentemente a Pescara.
Palmieri ha inviato una nota proprio a Mazzocca.
«Nel centro di Scurcola Marsicana e più precisamente in viale della Venere», sottolinea Palmieri, «su un terreno recintato di oltre cinquemila metri quadri si trovano due enormi capannoni con struttura in ferro e blocchi di cemento i cui tetti sono stati realizzati con onduline in eternit, anche friabile. La struttura apparteneva alla Cooperativa agricola dei Campi Palentini, messa in liquidazione coatta amministrativa con decreto del ministro del Lavoro del primo marzo 1999, con il quale fu nominato anche il nominato commissario liquidatore. Già tre anni fa», prosegue Palmieri, «il cittadino Donato Nuccetelli, che abita con la famiglia di fronte alle strutture inquinanti, chiese e ottenne una ispezione della competente Asl, che emise un verdetto inequivocabile: l’amianto doveva essere rimosso. Dimostratasi vana la sollecitazione al liquidatore, Nuccetelli presentò un formale esposto alla procura della Repubblica per la verifica delle responsabilità e delle omissioni e, attraverso Credici, chiese l’accesso agli atti in Comune. Ne risultò uno scontato scaricabarile , ma oggi ci sono per il caso delle forti aggravanti», aggiunge il presidente di Credici, «a causa della dichiarata inagibilità del vecchio edificio della scuola elementare di Scurcola, le aule che ospitano alunni e insegnanti sono state ricavate nella sede del Comune che confina ad est con il più grande dei capannoni. Al confine sud del sito inquinato, inoltre, si trova il parco comunale con relativo percorso salute. E sugli altri due lati ci sono abitazioni a uso civile».
Palmieri conclude con un appello: «Spero che i moderni strumenti di rilevazione aerea abbiano permesso di individuare il sito di Scurcola e che esso sia inserito nel piano di Valutazione ambientale strategica. Sarebbe grave il contrario. Ma se è vero che la Regione ha finanziato la rimozione dell’amianto negli edifici scolastici, stabilendo una quota a carico dei Comuni, il problema è che molti di essi non hanno i fondi per il cofinanziamento e rinunciano. Chiediamo che l’obbligo, almeno questo, venga immediatamente rimosso. Altrimenti l’Abruzzo non sarà mai libero dall’amianto». (r.rs.)
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