Amianto nel capannone devastato dall’incendio

20 Agosto 2020

Ancora fumo tra le rovine, una relazione Asl certifica la presenza di eternit  Il Comune: «La situazione è sotto controllo, lavoriamo a una bonifica»

AVEZZANO. Esce ancora del fumo tra le rovine del Centro riciclo rifiuti Casinelli, distrutto più di un mese fa da un incendio. Èd è ancora altissima la preoccupazione per le conseguenze ambientali. Il rogo nel capannone di via Newton è divampato nella notte tra il 14 e il 15 luglio.
Non solo la nube nelle ore e nei giorni seguenti. Il tetto della struttura in eternit è crollato e la preoccupazione attuale è legata alla presenza di amianto crisotilo, altamente cancerogeno. Una presenza confermata da una relazione dell’Asl. Situazione che preoccupa i residenti e i lavoratori che si trovano in quella zona.
Il presidente della Tekneko, Umberto Di Carlo, è polemico. Il capannone bruciato si trova davanti alla sede dell’azienda che si occupa di servizi di igiene urbana in diversi comuni dell’Abruzzo, del Lazio e della Puglia. L’Asl, dopo diversi solleciti anche da parte di Aciam, che ha la sede sempre in via Newton, ha inviato una nota confermando la presenza di amianto.
«Con una nota della Asl inviata a un mese dall’incendio è stato confermato che c’è nell’area del centro Casinelli dell’amianto crisotilo», spiega Di Carlo, «questa situazione sta preoccupando particolarmente tutti noi che lavoriamo quotidianamente in quella zona. È inaudito che la l’Asl, l’Arta e il Comune di Avezzano sappiano quello che c’è e nessuno fa niente. Se non saranno presi provvedimenti immediati sarò costretto a rivolgermi alle autorità giudiziarie per denunciare l’accaduto perché non posso mettere ulteriormente a rischio la salute dei miei dipendenti e quella di chi vive in quell’area. La salute va tutelata».
Ma a chi spetta il compito di bonificare l’amianto e mettere in sicurezza l’area.
«È chiaro che il centro per il riciclo dei rifiuti dovrà essere bonificato quanto prima», precisa il commissario prefettizio del Comune di Avezzano, Mauro Passerotti, «dopo l’incontro in municipio sono stati interessati gli uffici e l’ingegnere Stefano Di Fabio, dirigente, si sta occupando della vicenda. Stiamo valutando il da farsi anche alla luce delle analisi che ci sono state presentate dall’Arta e dall’Asl. Va infatti chiarito che sono state fatte tutte le indagini sulle sostanze eventualmente diffuse dall’incendio e i dati non sono allarmanti. La situazione è sotto controllo perché le operazioni di spegnimento sono state fatte come previsto dalle normative. Ci auguriamo che anche la bonifica venga fatta quanto prima e stiamo lavorando per questo». (p.g.)