Amina investita da una moto, l’autopsia: è morta per un trauma cranico

I rilievi medico-legali confermano l’impatto fatale della bimba di 4 anni con il mezzo da cross. Coperta la somma per i funerali, il sindaco Barile annuncia il completamento della raccolta solidale: «L’umanità ha scelto la luce»
LECCE NEI MARSI. Un grave trauma cranico, seguito da un arresto cardio-respiratorio irreversibile. È questo l’esito dei primi accertamenti medico-legali condotti dal dottor Ildo Polidoro sulla salma della piccola Amina Moukrim, la bimba di quattro anni tragicamente scomparsa lo scorso 25 agosto a Lecce nei Marsi. I riscontri sanitari confermano in modo inequivocabile la dinamica violenta del trauma subito a seguito dell’investimento. La documentazione s’inserisce nel fascicolo d’inchiesta per omicidio stradale a carico di V.C., 25enne del posto, alla guida della moto da cross che ha travolto la bambina. Il corpicino è stato restituito alla famiglia e, presumibilmente a partire da domani, il feretro sarà esposto nella casa funeraria Longo per consentire alla famiglia e all’intera comunità marsicana di dare un ultimo saluto alla piccola.
E proprio l’abbraccio del popolo dell’entroterra abruzzese ai genitori Mourad e Saadia è stato il simbolo di come questa tragedia abbia toccato l’anima collettiva. In pochi giorni la risposta del territorio rispetto alla maratona di solidarietà promossa dalle realtà locali per sostenere i costi del rimpatrio e delle esequie è stata straordinaria. A darne notizia pubblica è stato il sindaco di Lecce nei Marsi, Augusto Barile, che attraverso un toccante messaggio sulla propria pagina Facebook ha annunciato il completo raggiungimento della somma necessaria: «Abbiamo raggiunto la somma necessaria che consente di sostenere tutte le spese». La parrocchia ha ricevuto donazioni per 1.700 euro, alla Pro loco invece sono rientrati 7.000 euro. «Grazie a tutti di vero cuore, l’umanità ha scelto ancora la luce e non le tenebre», ha commentato Barile. Un gesto di vicinanza collettiva, seppur nel dramma dell’assenza.
La vita della piccola Amina, nata ad Avezzano il 10 febbraio 2022 da genitori di origine marocchina, si è spezzata in via Madonnina, a pochi passi da casa sua. La dinamica dei fatti è tuttora al vaglio degli inquirenti: la Procura della Repubblica di Avezzano, attraverso il pubblico ministero Marianna Proietti, ha aperto un fascicolo d’inchiesta per l'ipotesi di reato di omicidio stradale. Gli accertamenti delle forze dell’ordine e i rilievi tecnici puntano a fare piena luce sulle responsabilità legate all’investimento. I familiari della piccola sono rappresentati dagli avvocati Berardino Terra e Stefano Guanciale. L’indagato è difeso, invece, dal legale Franco Colucci.
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