Ammanchi al negozio, condannata

19 Maggio 2023

Inflitti 3 mesi a una commessa accusata di aver intascato 7 mila euro

CASTEL DI SANGRO. Approfittando della fiducia che le aveva dato il titolare del negozio di abbigliamento dove lavorava, non batteva gli scontrini per tenersi i soldi. Un comportamento reiterato che le ha permesso di intascare circa 7.000 euro ma che non è sfuggito al titolare che, dopo averla scoperta, l’ha denunciata e licenziata, L’altro giorno la donna, è finita davanti al giudice con rito abbreviato per appropriazione ed è stata condannata a tre mesi di reclusione. Protagonista della vicenda giudiziaria Piera Carmen Martino, 51enne originaria di Rionero Sannitico ed ex cassiera di un punto vendita di abbigliamento di Castel di Sangro. Il giudice Concetta Buccini, le ha riconosciuto il danno materiale di 7.000 euro nei confronti del titolare, oltre a un risarcimento di 11mila euro. L’ex cassiera è stata inoltre condannata a pagare le spese processuali. Gli ammanchi di cui è accusata la cassiera si sarebbero verificati da settembre 2017 al 22 agosto 2018, per un totale di nove sottrazioni per un importo complessivo di 7.139 euro. L’indagine scattò a seguito della denuncia del proprietario del negozio, assistito in giudizio dall’avvocato Gaetana Di Ianni. La commessa fu incastrata da una videoregistrazione, visionata in aula nel corso del dibattimento. Per la difesa non vi era stata evidenza che gli ammanchi fossero riconducibili alla cassiera dal momento che la stessa, nell’arco temporale contestato dalla Procura, si sarebbe più volte assentata dal posto di lavoro. Tuttavia è venuto fuori che il problema degli scontrini si ripeteva nei giorni in cui la donna era presente in negozio. (c.l.)
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