Ammanco Bper, ex cassiere nei guai
L’uomo si è autodenunciato. Ora si indaga per vedere se ha avuto dei complici
L’AQUILA. Avrebbe accumulato circa 8 milioni di euro un dipendente infedele della Cassa di risparmio della provincia dell’Aquila (ora Bper) che per alcuni anni avrebbe raggirato i clienti della banca sottraendo somme dai loro conti. Sull’uomo, P. L,. assistito dagli avvocati Roberto Madama e Claudio Verini, un capo cassiere da gennaio scorso in pensione, ora indaga la procura della Repubblica dell’Aquila che ipotizza il reato di truffa.
L’uomo si è recato spontaneamente in Procura e ha raccontato la sua storia e, ascoltato dal magistrato, si sarebbe difeso spiegando che tutto è partito dalla necessità di ripianare uno scoperto di una decina di milioni di lire per l’acquisto di mobili e la ristrutturazione della propria abitazione. L’impossibilità di avere dalla sua stessa banca un prestito, gli avrebbe fatto scattare l’idea della truffa. Avrebbe così fatto sottoscrivere ai clienti degli investimenti ad alto rendimento, fornendo falsi stampati della ex Carispaq come ricevuta. Sono una trentina le persone raggirate che hanno documentato la sparizione del denaro dai loro conti corrente.
Ora i finanzieri vogliono verificare se qualcuno possa aver chiuso un occhio sul suo comportamento, ovvero se i controlli interni hanno funzionato. Imminente la costituzione in giudizio della banca contro il sospettato.
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