Amore violento, condannato a sei anni

24 Aprile 2019

Un sulmonese 55enne ritenuto responsabile dell’aggressione alla ex: si era intrufolato in casa di lei tentando abusi sessuali 

SULMONA. Non aveva mai accettato di essere stato lasciato e nonostante lei non lo volesse più vedere lui ha continuato a pedinarla, a tormentarla per telefono e a fermarla ogni volta che la incrociava per strada. Fino a quando, una sera, è riuscito a farsi aprire il portone di casa e una volta entrato nell’appartamento ha tentato di avere un rapporto sessuale contro la volontà della donna. Il processo che ne è scaturito e che vedeva A.M., sulmonese di 55 anni imputato di violenza privata, lesioni, minacce e violenza sessuale si è concluso ieri con la condanna a sei anni e sei mesi di reclusione, interdizione perpetua dai pubblici uffici e risarcimento della parte civile da calcolare in altro processo. Una condanna dura ed esemplare andata al di là delle richieste del pubblico ministero che aveva chiesto per A.M. tre anni e sei mesi di reclusione e che ha pienamente soddisfatto la parte civile. Anche perché il collegio giudicante presieduto dal giudice Marco Billi ha ritenuto credibile la versione della donna visto che quando sono accaduti i fatti oggetto del capo di imputazione, in casa c’erano solo l’imputato e la sua ex. «La mia assistita ha ricostruito tutta la vicenda in modo dettagliato dando prova di particolare attendibilità», afferma l’avvocato Alessandro Tucci, difensore della donna, «il collegio ha accolto la prospettazione della parte civile, mostrando di attribuire alla persona offesa una patente di totale credibilità».
«Aspettiamo le motivazioni della sentenza che appare un po’ esagerata rispetto ai fatti che sono emersi dall’istruttoria e dal dibattimento», affermano i difensori dell’imputato, gli avvocati Alessandro Scelli e Giovanni Mastrogiovanni, «parliamo sempre di due ex fidanzati. Di sicuro impugneremo la sentenza dopo averne letto le motivazioni».
I fatti fanno riferimento alla tarda serata del 9 novembre 2014 quando l’uomo, che non si era mai rassegnato di essere stato mollato da una donna di Sulmona con la quale aveva intrattenuto una relazione sentimentale per alcuni anni, si era recato nell’appartamento della sua ex per avere dei chiarimenti. Una volta soli l’uomo le avrebbe sottratto le chiavi dell’auto affinché non potesse andare via e chiedere aiuto, l’avrebbe toccata minacciandola di non lasciarla andare fino a quando non le avrebbe rivelato chi fosse il suo nuovo amante. Nel corso della colluttazione le avrebbe procurato un trauma conclusivo al polso e alla mano sinistra, un trauma al naso, escoriazioni sul volto e un’ecchimosi al labbro per un totale di sei giorni di prognosi.
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