Ance: «Tariffari vecchi»

26 Luglio 2017

Imprese e professionisti contro gli uffici della ricostruzione

L’AQUILA. Imprese che lavorano “in saldo”. Accade all’Aquila, dove la scheda parametrica per il calcolo del contributo di ristrutturazione, per gli edifici danneggiati dal sisma, ancora non viene ritoccata. Il tariffario applicato è quello del 2009, nonostante l’adeguamento regionale varato nel 2012. Il presidente dell’Ance Ettore Barattelli è sul piede di guerra e annuncia azioni legali contro gli Uffici della ricostruzione.
Dalla sua, l’Ance ha anche gli Ordini professionali, architetti, ingegneri, geometri e amministratori di condominio. Un mancato riconoscimento economico che, secondo i costruttori, va a pesare soprattutto sulle tasche dei condòmini che, non potendo usufruire di un contributo pieno, devono pagare di tasca propria la differenza. «All’Aquila stiamo ricostruendo con i saldi», commenta Barattelli. «L’unico cratere in cui la scheda di calcolo di contributo non viene adeguata alle variazioni Istat del costo base di ricostruzione. Attendiamo ancora una risposta dall’Usra: pur essendo un diritto riconosciuto, l’adeguamento non è stato preso in considerazione nelle prassi burocratiche quotidiane degli uffici della ricostruzione».
La delibera regionale del 2012 fissa nel 7,70% l’incremento di valore dei costi. Attualmente, il costo base riconosciuto per la ricostruzione post-sisma è di 808 euro al metro quadrato, che salirebbe a 870,22 euro con il tariffario proposto dalla Regione, a cui si aggiunge un ulteriore 1,7% di adeguamento dal 2012 a oggi. «Procederemo con azioni legali contro gli Uffici speciali della ricostruzione», annuncia Barattelli, «per vedere riconosciuto il diritto delle imprese che lavorano alla ricostruzione e dei cittadini, che più di tutti subiscono un danno da questo mancato riconoscimento, non potendo usufruire di un contributo pieno per ricostruire le abitazioni. Ci scontriamo contro muri di gomma che non si degnano neppure di rispondere ai nostri appelli ufficiali. Un atteggiamento che sta generando malcontento tra i committenti e sta alterando l’aspetto economico della ricostruzione».
Proteste anche dall’Ordine degli Ingegneri. Il presidente Elio Masciovecchio definisce l’adeguamento Istat «un atto dovuto» e cita il caso di un condominio in cui sono state scomputate le tinteggiature per evitare l’accollo ai committenti. Per Edoardo Compagnone, presidente degli architetti, «non si comprende quale possa essere l’impedimento all’applicazione di un diritto incontestabile».
Dello stesso avviso Maurizio Papale (Periti industriali) che parla di «ingiustizia sociale» e Mauro Basile (amministratori di condominio), che sollecita «un intervento rapido e risolutivo». (m.p.)
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