Ance, un plebiscito per Cicchetti nuovo presidente provinciale

1 Luglio 2018

Ha riportato 184 voti contro i 19 dello sfidante Laurini Il costruttore: meno burocrazia per una ricostruzione rapida 

L’AQUILA. Sarà al lavoro da domani, il nuovo presidente dell’Ance Adolfo Cicchetti, eletto con un voto quasi plebiscitario alla guida dell’associazione provinciale dei costruttori edili. Cicchetti, aquilano di 44 anni la cui famiglia opera nel settore delle costruzioni da decenni, ha raccolto 184 voti contro i 19 del suo sfidante Francesco Laurini, 4 le schede bianche. L’elezione si è svolta ieri a scrutinio segreto della sede dell’Ance, al Torrione. Si apre così una nuova fase per l’associazione, dopo l’uscita di scena di Ettore Barattelli, che ha lasciato la carica in seguito a una condanna in primo grado per truffa nel processo sulla ricostruzione della caserma Campomizzi. Il presidente vicario uscente Genesio Tullio ha sottolineato il clima di unità che si intende seguire in questo nuovo corso, definendo Laurini un vice-vincitore: «Stesso spirito tra i due candidati, che si sono scambiati messaggi di stima e apprezzamento», fa sapere l’Ance, «e hanno rinnovato l’impegno a operare nell’interesse di tutti senza perseguire personalismi e divisioni». Il neo presidente, nonostante la sua giovane età, è dirigente di lungo corso dentro l’associazione. Ha iniziato la vita associativa da membro del Comitato giovani, il vivaio della futura classe dirigente degli edili, per diventarne presidente qualche anno dopo. Ha ricoperto ruoli da consigliere nel direttivo e nella giunta, ed è stato finora presidente dell’Edilconfidi, organismo di diretta emanazione Ance. Cicchetti punta a un maggiore coinvolgimento delle imprese e a un rafforzamento dell’unità associativa, per operare con maggiore forza rappresentativa verso l’esterno. «Se sono autorevoli le imprese è forte anche la città», le prime parole del presidente, «e la ricostruzione lo ha dimostrato. Una classe imprenditoriale autorevole può farsi ascoltare in tutti i tavoli, compresi quelli nazionali. Siamo la quindicesima associazione in Italia per numeri e potenziale. I nostri interessi sono gli stessi dei cittadini: velocizzare la ricostruzione, avere regole chiare e concorrenza trasparente e sana, rilanciare lo sviluppo del territorio, sanare i guasti di una burocrazia lenta che condiziona le nostre vite e le nostre attività. Fuori dal cratere le imprese se la passano molto male con i lavori pubblici bloccati da lentezze e regole intricate. È necessario uno sforzo da parte dei corpi intermedi e della politica per ragionare su uno sblocco immediato dei cantieri e forme alternative di sviluppo dell’edilizia, motore trainante di 32 comparti indotti». Cicchetti ha ringraziato i suoi elettori «per l’eccezionale dimostrazione di fiducia che voglio esaudire». Restano in carica i componenti del direttivo, della giunta, delle commissioni e di tutti gli altri organi dirigenziali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA