Aneurismi, interventi in sinergia

28 Settembre 2016

San Salvatore, lavoro d’équipe per neurochirurghi e neuroradiologi

L’AQUILA. L’Aquila punto di approdo anche di pazienti di altri ospedali, abruzzesi e non, quando si deve intervenire su lesioni vascolari intracraniche così complesse da richiedere l’esperienza combinata del neurochirurgo e del neuroradiologo interventista. Nel caso di aneurismi che presentano alti livelli di difficoltà, tra cui la rottura di arterie, l’operazione del neurochirurgo può essere così difficile che equivale a infilare il filo nella cruna di un ago al primo colpo, avendo sul collo anche l’assillo del tempo. Circostanza in cui è fondamentale la collaborazione con il neuroradiologo interventista. È alta neurochirurgia quella che al San Salvatore affronta casi di notevole complessità, in media 40 aneurismi l’anno dell’arteria carotide intracranica. I pazienti che arrivano sono spesso in condizioni assai critiche e il gioco di squadra dell’ospedale aquilano, che interviene anche con anestesisti e rianimatori, diventa un modello di lavoro assai efficace. Non a caso, e non di rado, centri di altre regioni preferiscono affidarsi al reparto di Neurochirurgia del San Salvatore, diretto dal professore Renato Galzio, che lavora sempre in collaborazione con la radiologia interventistica, affidata ad Aldo Victor Giordano: un’attività in sinergia che risolve situazioni estremamente delicate.

Il San Salvatore è infatti l’unico ospedale d'Abruzzo in cui sono presenti sia l’unità operativa complessa di Neurochirurgia sia l’unità operativa complessa di Neuroradiologia. Che la Neurochirurgia aquilana, per interventi complessi come quelli su aneurismi della carotide intracranica, goda di un largo credito lo conferma una volta di più la ribalta che le è stata affidata in occasione del convegno “Campo base neurovascolare”, in programma a Firenze da oggi al primo ottobre.

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