Aniello: ricostruzione, il rischio mafia c’è

23 Giugno 2015

Il comandante regionale della Finanza: «La nostra attenzione è alta e i risultatati investigativi ci sono»

L'AQUILA. «Un trend positivo che conferma il buon lavoro svolto nel corso del 2014». Così il comandante regionale Abruzzo della Guardia di finanza, generale di brigata Flavio Aniello, facendo il punto sull'azione investigativa delle Fiamme Gialle in occasione del 241/o anniversario della fondazione del Corpo. «Gli illeciti – ha affermato Aniello – sono stati affrontati con capacità trasversali proprie del Corpo, unico organo di polizia giudiziaria con competenze amministrative specialistiche in campo tributario». «Un'azione essenziale – ha aggiunto nel suo discorso – che consente di arginare la diffusione dell'illegalità e dell'abusivismo nel sistema economico, a tutela delle imprese e dei professionisti che operano in osservanza delle leggi e le cui prospettive di crescita sono compromesse da chi svolge attività illecite e in nero». Per quanto riguarda i numeri, nel contrasto all'evasione fiscale e al sommerso in questi primi mesi del 2015 i reati tributari scoperti sono stati 144, a seguito di oltre 3 mila verifiche fiscali e controlli strumentali e su strada. Sequestrati 18,8 milioni di euro, ma le proposte di sequestro in sede giudiziaria sono di oltre 320 milioni. Sono poi stati scoperti ben 76 evasori totali, e 94 lavoratori in nero. In Abruzzo il danno erariale causato da amministratori è stato di 13,8 milioni di euro, e per questa ragione sono state segnalate 29 persone. Per quanto riguarda le frodi nella richiesta o percezione delle risorse a carico del bilancio dell'Unione Europea, gli interventi sono stati 43, i contributi richiesti o percepiti indebitamente 14,5 milioni di euro. Negli appalti pubblici 21 le persone denunciate per 45,4 milioni di euro assegnati in modo irregolare. Altre 37 persone sono state denunciate per aver richiesto o percepito 18 milioni in modo indebito. Nel contrasto al traffico di stupefacenti, 28 persone denunciate,10 arrestate, 25 chilogrammi. Il generale ha poi parlato anche della ricostruzione del post terremoto aquilano dove, ha detto «il rischio di infiltrazioni malavitose c’è. Il clan dei Casalesi, ad esempio, ha fiutato l’affare delle provvidenze pubbliche» ma come dimostrano indagati e arresti «il nostro lavoro di contrasto a queste forme di illecito dà i suoi frutti».

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