Anime Sante, pace tra Italia e Francia

L’ambasciatore Masset visita il cantiere (riapertura a ottobre): «Con la cooperazione siamo più forti e andiamo più lontano»
L’AQUILA. Il crollo della sua cupola venne documentato, in tempo reale, dalle tv di tutto il mondo, divenendo, ben presto, una delle immagini-simbolo del terremoto, insieme alla facciata distrutta della Prefettura. Santa Maria del Suffragio, detta anche chiesa delle Anime Sante, sarà presto riaperta al pubblico. Il restauro è quasi terminato: mancano ancora da completare il ripristino degli arredi interni – compresi gli affreschi e i dipinti – e il riposizionamento dell’apparato decorativo della cupola. Il rettore, il canonico Daniele Pinton, è ottimista: «I lavori dovrebbero terminare entro la fine agosto, per ottobre contiamo di tenere la cerimonia di inaugurazione». Ieri il cantiere è stato visitato dall’ambasciatore francese in Italia Christian Masset. L’edificio sacro, infatti, è stato restaurato grazie a un generoso contributo della Francia, che ha finanziato il 50% dell’intervento di recupero: 3 milioni e 250mila euro, a fronte di un importo complessivo di 6 milioni e 500mila euro. Il co-finanziamento è frutto di un accordo (risalente al 2010, ma ratificato nel 2013) siglato tra lo Stato italiano e quello francese, una delle quattro intese internazionali firmate con governi stranieri per “sponsorizzare” la rinascita di alcuni monumenti danneggiati dal sisma (le altre tre sono quelle con la Russia per Palazzo Ardinghelli e per la chiesa di San Gregorio Magno; con il Kazakistan per l'Oratorio di San Giuseppe dei Minimi e con la Germania per la chiesa di San Pietro Apostolo di Onna).
SIMBOLO DI COOPERAZIONE. «Venni all’Aquila nel 2009 poche settimane dopo il terremoto, per il G8», ha detto Masset in un perfetto italiano. «Da allora non ero più tornato. Vedere oggi tutte queste gru e questi palazzi restaurati è molto bello. È un orgoglio per il mio Paese aver contribuito a un pezzo di questa rinascita. Il cantiere di questa chiesa è stata una bellissima storia di condivisione e cooperazione tra Paesi. Abbiamo lavorato con vero spirito di squadra. È stata anche una scuola perché tanti studenti francesi sono venuti qui a imparare. La cupola delle Anime Sante, oggi, è un messaggio, che ci dice che con la cooperazione siamo più forti e andiamo più lontano».
«COLLABORAZIONE A 360°». «C’è stata una condivisione a tutto campo, non solo della parte economica ma anche di quella tecnico-scientifica», ha spiegato l’architetto Alessandra Vittorini, direttore della Soprintendenza unica del cratere. «Abbiamo potuto mettere a confronto due scuole di restauro, la nostra e quella francese, attivando percorsi di formazione. Si è andati, insomma, ben oltre i rapporti istituzionali».
«RIVINCITA SUL TERREMOTO». «Il traguardo raggiunto è il risultato di un impegno che rimarrà negli annali della storia della città», ha commentato il neo-cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo metropolita dell’Aquila. «Ogni opera, edificio, monumento restituito alla comunità fa parte di una progressiva rivincita nei confronti del terremoto, di una riconquista. La riapertura di questa chiesa è il risultato di uno sforzo plurale, fatto da più voci che sono riuscite a integrarsi tra loro».
«STRAORDINARIA OPERA». «Ogni giorno», ha affermato il sindaco Pierluigi Biondi, «vivendo in questa città, scontiamo problemi e difficoltà. Sono tutti ricompensati, però, dalla consapevolezza di essere testimoni e protagonisti di una delle più straordinarie opere di rinascita che un territorio abbia mai avuto. Sono convinto che quando un giorno verrà raccontata la storia dell’Aquila dopo il 2009, potremo dire che il nostro è stato il più grande laboratorio di ricostruzione e rigenerazione in tempo di pace. E per questo dobbiamo essere grati non solo al forte carattere degli aquilani, ma anche alla grande solidarietà internazionale che abbiamo ricevuto».
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