Anna Maria, dalla Ciociaria all'Aquila per una cattedra

15 Settembre 2015

L’insegnante (con altri 3) ritira il contratto, un anno di tempo per il trasferimento

L’AQUILA. L’Abruzzo è stata una delle prime regioni a pubblicare l’elenco con le relative date e sedi delle convocazioni dei precari di fuori provincia raggiunti dalle e-mail del 2 settembre. All’Aquila i posti da assegnare sono quattro. A farsi trovare sull’uscio dell’Ufficio scolastico provinciale di via Rocco Carabba, alle 10,20 del primo giorno di scuola, c’era soltanto Anna Maria Scappaticci, docente di Chimica di 43 anni che dovrà lasciare il suo paese in provincia di Frosinone, Santopadre, per trasferirsi nel capoluogo d’Abruzzo. Altri due docenti, uno da Crotone e un altro sempre da Frosinone, hanno delegato la presa dell’incarico ai parenti. Un giovane insegnante di Perugia si è presentato per primo ed è poi ripartito.

«L’Aquila è stata la quarta provincia scelta nella mia personale graduatoria», spiega Anna Maria, con il modulo del suo contratto in mano. Occhiali rossi e maglietta bianca, viso acqua e sapone, Anna Maria ha l’aria più di una studentessa universitaria che di una docente. Finora, nell’incertezza del suo destino, ha portato avanti anche un’attività di libera professionista come consulente in materie ambientali. È emozionata: un’esistenza da riorganizzare daccapo anche se, come per molti suoi colleghi, ha ancora un anno per temporeggiare grazie a un incarico annuale che scadrà a luglio dell’anno prossimo. «Poi mi dovrò trasferire perché, anche se apparentemente 123 chilometri sono pochi, con gli orari è impossibile viaggiare», dice. Per non parlare, poi, dell’inverno, della neve e dei pericoli della strada. C’è ancora tempo per pensarci. «In questa fase B ci hanno fatto un regalo», spiega, «perché se avessimo preso un incarico annuale nella nostra provincia, la presa di servizio sarebbe avvenuta nel luglio 2016». Un guazzabuglio di norme e tecnicismi complesso da seguire. Una sorta di standby di un anno, dunque, per la mamma di Frosinone. Poi si dovrà partire. Smaltita l’ansia dell’attesa vissuta durante l’estate e quella della notte tra il primo e il 2 settembre, quando il ministero, nella cosiddetta fase B, ha inviato ai precari una e-mail per indicare il luogo dell’assunzione, adesso si tira un sospiro di sollievo. «Io sono stata fortunata», dice Anna Maria, «a essere stata assegnata all’Aquila. Sono, in fin dei conti, soltanto 123 chilometri. Molti miei amici, invece, dovranno spostarsi a Milano o in altre città del Nord». C’è poi la speranza di un trasferimento che addolcisce la pillola. «Per qualcuno c’è la possibilità di non venire nella provincia assegnata», spiega la professoressa. «Se, ad esempio, nella provincia di residenza si liberano dei posti sulla classe di concorso puoi fare domanda di trasferimento. Qualche posto sicuramente si libererà, in tutta Italia». Anche Anna Maria, che se tutto resta confermato dovrà lasciare a Frosinone una figlia di 10 anni e il marito commerciante, spera che per lei si apra questa strada.

Marianna Gianforte

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