Annullata confisca del complesso turistico

Tesoro di Ciancimino, il patrimonio della Contea va restituito ai tre imprenditori di Tagliacozzo
TAGLIACOZZO. Annullato il decreto di confisca del complesso turistico “La Contea”. Il patrimonio immobiliare deve essere restituito ai proprietari. Lo ha deciso la Corte d’Appello dell’Aquila con una sentenza che mette in discussione le accuse nei confronti dei tre imprenditori marsicani coinvolti nell’inchiesta Alba d’oro.
La decisione annulla un decreto di confisca risalente al 2011 e si basa sulla sentenza 32 del gennaio 2016 della Cassazione che fissa le linee guida che devono essere adottate in Appello. Nel corso delle verifiche sollecitate dalla difesa è emerso che non c’erano i presupposti per il sequestro. E così il provvedimento emesso dal tribunale penale dell’Aquila è stato dichiarato nullo.
Tutto il patrimonio deve tornare, secondo i giudici, in possesso degli indagati e cioè l’ex assessore di Tagliacozzo e imprenditore Nino Zangari, i fratelli Augusto e Achille Ricci, tutti accusati di avere utilizzato una parte del tesoro del boss corleonese Vito Ciancimino, per la realizzazione del complesso turistico “La Contea” tramite Gianni Lapis, l’allora amministratore del patrimonio della famiglia dell’ex sindaco di Palermo. In sostanza, secondo questa sentenza, non c’è la certezza che i soldi investi dalla Sirco appartenessero all’organizzazione mafiosa e gli indagati potevano non sapere la provenienza del denaro. Le somme vennero acquisite non da Lapis ma dalla holding Sirco, società che fece tra l’altro lavori in tutto l’Abruzzo con il nullaosta dell’Antimafia. Secondo i difensori degli imprenditori, Pasquale Milo, Andrea Castaldo e Andrea Livreri, questa sentenza «è un fatto importante anche per il processo di merito poiché dimostrerebbe l’estraneità degli indagati». Il processo al tribunale di Avezzano è previsto il 27 novembre per le dichiarazioni spontanee degli imputati e per la discussione finale. Inoltre, nel 2015 anche le quote della società Alba d’oro sono state dissequestrate. La Corte d’appello dell’Aquila, infatti, dopo una serie di ricorsi e controricorsi riguardo alla confisca dei beni che fanno capo alla società tagliacozzana, aveva deciso di mantenere la confisca solo per un milione 610mila euro, un bonifico emesso dalla holding Sirco. L’indagine aveva portato inizialmente al sequestro preventivo di tutte le quote societarie e del complesso turistico “La Contea”, per un totale di due milioni e mezzo di euro. Il provvedimento del 2015 aveva lasciato sotto confisca soltanto i fondi investiti da Lapis, svincolando quelli dei marsicani. Ora un altro annullamento di confisca potrebbe minare tutto l’impianto accusatorio incentrato sul fatto che gli imputati sapessero della provenienza dei fondi della Sirco. Circostanza sempre contestata dagli imputati- La struttura turistica potrebbe tornare agli splendori degli esordi.
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