Antenna a Paterno, Comune nel mirino

Ceglie (Pd): «Impianto entrato in funzione, si poteva fermare. E manca un piano-elettrosmog»
AVEZZANO. Una nuova antenna è entrata in funzione nella frazione di Paterno. È quanto evidenzia Giovanni Ceglie, segretario cittadino del Pd, lanciando accuse all’indirizzo del Comune. L’iter per l’attivazione dell’impianto per la telefonia mobile è iniziato nel marzo 2017 sotto l’amministrazione comunale a guida Gianni Di Pangrazio e si è concluso dell’ottobre scorso quando in carica c’era l’attuale sindaco Gabriele De Angelis. Stando alla denuncia di Ceglie, «sono arrivate autorizzazioni e pareri favorevoli da tutti gli enti, Arta, Asl, Genio civile, oltre alle deroghe di Rete ferroviaria italiana) a causa della vicinanza con la ferrovia», ma quando «l’amministrazione a ottobre 2017 poteva dire definitivamente sì o no all’autorizzazione all’istallazione si è lasciato trascorrere il termine dei 30 giorni dalla richiesta, scaduti i quali sono scattate le norme del consenso-assenso. Insomma, è stata stasi o letargia dell’amministrazione, ma la mancata risposta ha sancito l’autorizzazione a procedere all’installazione di questa nuova antenna Tim con base di cemento e quindi irremovibile».
Quindi le critiche all’ex assessore Felicia Mazzocchi. «Era stata così attenta alle necessità dei cittadini e del territorio avendo protestato per l’antenna Wind su ruote, sempre a Paterno, organizzando sit-in e manifestazioni, possibile che non si sia accorta di nulla?», sottolinea Ceglie, «come si coniuga il bene del territorio e dei cittadini col proliferare delle antenne nei centri abitati? Forse quando si diventa assessori non vi è più l’obbligo di vigilare? È vero che sono una decina tra vicesindaci, assessori e consiglieri che si sono succeduti sugli scranni del Palazzo di città, un palazzo a porte girevoli, ma ci si aspetta che si dia corso a una politica comune con passaggio del testimone».
Ceglie chiede anche a che punto è il piano antenne, atteso ad Avezzano da diversi anni. Lo scorso aprile c’è stato l’ultimo confronto in Comune per porre le basi a un regolamento per evitare il proliferare di tralicci. Ad Avezzano si trovano 26 impianti e sono 37 le sorgenti di campi elettromagnetici: quasi una ogni 1.100 abitanti. Numeri dello scorso ottobre che sono sulla mappa dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta) e che non tengono conto né dei ripetitori di monte Cimarani (Salviano) né dell’elettrodotto delle ferrovie.
«A Paterno, l’antenna prima era un serio problema», conclude Ceglie, «ma ora dobbiamo concentrarci su cose più importanti, come la pista ciclabile in centro». (r.rs.)
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