Antica serenata alle future spose, il rito si rinnova

SCANNO. Resiste a Scanno l'antica tradizione de le “chezette”, la serenata cantata in dialetto sotto le finestre delle promesse spose alla vigilia dell’Epifania. Anche quest’anno alcuni gruppi di...
SCANNO. Resiste a Scanno l'antica tradizione de le “chezette”, la serenata cantata in dialetto sotto le finestre delle promesse spose alla vigilia dell’Epifania. Anche quest’anno alcuni gruppi di giovani e meno giovani, hanno rinnovato quella che probabilmente è l'usanza più suggestive del folklore locale sia per la natura itinerante dei canti sia per il fascino degli scorci che l’antico borgo offre in inverno.
A fare da cornice anche la neve, che d qualche anno mancava alla Befana. Rigorosamente vestiti con cappello, cappe di panno nero e alamari d'argento, le diverse comitive di cantori hanno raggiunto le abitazioni delle fidanzate e hanno dato vita a divertenti canti.
Ad applaudire lungo le vie del paese non solo gli scannesi ancora in giro a tarda ora, ma anche i numerosi turisti che sfidando un freddo pungente hanno volto assistere ad uno spettacolo più unico che raro. Le “chezette” sono una sorta di spiritosa questua che, recitata a ritmo musicale, avanza la richiesta di doni. Come in passato, la sera prima della Befana gruppi di giovani muniti di strumenti musicali, fisarmoniche, chitarre e contrabbasso, si sono portati sotto le finestre della maggior parte delle ragazze del paese ed hanno cantano fino ad ottenere la promessa di abbondanti e succulente cibarie.
Ma a differenza di quanto accadeva un tempo, quando gli stessi cantori il giorno dopo la serenata andavano a raccogliere i doni presso le abitazioni delle giovani a cui era stata “appesa la chezetta”, da qualche hanno i giovani cantori ottengono la promessa di una serata da trascorrere in allegria tutti insieme in una trattoria del posto. (m.lav.)
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