Antiche miniere risorsa turistica

19 Agosto 2022

Il progetto. Domenica convegno a Villavallelonga ed esplorazione della “Gitova”

VILLAVALLELONGA. Recuperare e valorizzare le vecchie miniere dismesse in Italia per convertirle in ecomusei, centri ricreativi e monumenti alla memoria del lavoro operaio, e farne una risorsa per l’incentivazione turistica. È l’obiettivo che da anni si è prefisso l’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra), che ha censito fino a oggi circa 3.000 siti minerari, che vanno dal 1870 al 2006.
Alcune Regioni si sono già mosse. Tra queste la Regione Abruzzo, che nello scorso aprile si è dotata di una legge sull’utilizzo e la valorizzazione del patrimonio minerario. Sono stati già individuati una ventina di siti minerari dismessi di interesse storico, culturale e naturalistico, nelle province di Pescara, Chieti e L’Aquila, che potrebbero usufruire di contributi. I siti di maggiore interesse nell’Aquilano sono quelli marsicani: Lecce nei Marsi per la miniera dalla quale nell’Ottocento si estraeva il ferro, e nel primo trentennio del Novecento la maggiore quantità di bauxite in Italia, e Villavallelonga con le sue tre miniere ricche di bauxite (ma poco sfruttate a causa di controversie legali causate da una legge mineraria peggiorativa rispetto alla precedente legge borbonica rimasta in vigore, per la sua valenza, circa altri 70 anni dopo l’Unità d’Italia).
Da anni il Centro studi oriente marsicano, presieduto da Roberto Mastrostefano, che sta ricostruendo una storia delle miniere dismesse marsicane dal ‘700 al ‘900, porta avanti un progetto di valorizzazione delle stesse a scopo culturale e turistico, con una serie di convegni e iniziative. Il prossimo convegno si terrà domenica, a partire dalle 9.30, a Villavallelonga, grazie alla disponibilità del sindaco Leonardo Lippa e dell’assessore Vittoria Di Ponzio. Oltre a Mastrostefano, che accennerà alla storia delle miniere marsicane, interverranno gli speleologi Antonella Salomone e Gabriele La Rovere, sulle scoperte più recenti; Luciano Gubiotti sulle normative e sulle prospettive di incentivazione turistica, e il professor Enrico Miccadei geologo, fisico e geografo, che parlerà della geomorfologia della Marsica.
Nel pomeriggio è prevista una gita alla miniera di bauxite detta “Gitova”, con esplorazione delle gallerie ritrovate di recente.
«Il Centro studi oriente marsicano», spiega Mastrostefano, «si ripropone di riunire i comuni in cui si trovano i siti minerari, sparsi nelle valli parallele: Valle del Giovenco, Valle di Lecce Vecchia, Vallelonga, Valle Roveto e anche la Val Comino, benché si trovi al confine con la regione Lazio, anticamente detta Terra di lavoro e legata fortemente alla Marsica, in un progetto, detto Fil Rouge, che accomuni tutte le valli su citate per uno sviluppo integrato ed eco-sostenibile». Il convegno sarà moderato da Orietta Spera.