Antonelli con il B&B: «Avevamo intorno solo polvere e cantieri»

L’AQUILA . Amaranto99 è quel che si dice un bed and breakfast “puro”: gli ospiti soggiornano all'interno dell'abitazione dei titolari. Hanno a disposizione camere e bagno privato. La colazione,...
L’AQUILA . Amaranto99 è quel che si dice un bed and breakfast “puro”: gli ospiti soggiornano all'interno dell'abitazione dei titolari. Hanno a disposizione camere e bagno privato. La colazione, invece, viene preparata nella cucina comune. Un'atmosfera calda e familiare, grazie anche all'accoglienza di Igor Antonelli e della compagna, Lucia Gullì. Il b&b si trova a due passi dalla basilica di Santa Giusta. Un'operazione coraggiosa dei titolari che hanno inaugurato la struttura ricettiva a luglio 2018, quando tutt'intorno c'erano polvere e cantieri. Per accogliere i loro clienti, hanno scelto una bellissima abitazione di proprietà di un giudice aquilano, che si è trasferito a Pescara dopo il terremoto. Cordialità e intimità, fanno di Amaranto99 uno dei b&b più apprezzati, come spiega Antonelli.
Da dove è nata l'idea di ospitare i clienti nell'abitazione dove vivete in affitto?
«Da una precedente esperienza a San Felice d'Ocre, dove gestisco un’altra struttura. Da tempo mi occupo anche di servizi al turismo, coordino eventi sportivi, guide, faccio accompagnamento, sci alpinismo e arrampicata. Ed eccoci qua, con la voglia di iniziare una nuova avventura grazie anche alla disponibilità del proprietario della struttura, che ce l'ha concessa in affitto. L'avvio, a luglio dello scorso anno, è stato piuttosto lento; un'affluenza regolare, con volumi significativi, si è avuta solo a maggio di quest'anno. Prima, tra cantieri dei sottoservizi e strade inaccessibili, era difficile persino raggiungerci».
È’ tornato all'Aquila dopo il terremoto del 2009. Una scelta in controtendenza, perché?
«Volevo dare una mano alla città. Avevo 34 anni e tanta voglia di costruire qualcosa nel luogo dove sono nato e che mi appartiene. La mia è una storia in controtendenza, ma che vale la pena raccontare, se non altro per la tenacia dei primi mesi, tra mille impedimenti fisici dovuti ai cantieri. A ripensarci ora, quasi una follia».
Poi, il boom di presenze.
«Da maggio scorso la richiesta è aumentata in modo esponenziale. l'immagine dell'Abruzzo e dell'Aquila sta crescendo, merito anche del decennale che ha destato curiosità e interesse. In tanti sono venuti a visitare la città, i passi fatti in avanti in questi anni. Gran parte dei nostri ospiti è arrivata dal Nord Italia. Ad agosto avevamo il bed and breakfast pieno».
L’abbinamento cultura, storia e territorio funziona?
«È la chiave di lettura dello sviluppo turistico del territorio. Serve una visione strategica di management pubblico per spingere L'Aquila sui mercati internazionali. Non si può arrivare in città e non sapere che esiste una Porta Santa. Invece, accade. Ma ci sono altre potenzialità importanti, quali il Gssi, l'Università. Viviamo anche di questo, di eventi che vanno spalmati durante l'anno e indirizzati dal punto di vista tematico e strategico».(m.p.)
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