Antonini narra il legame del borgo con la Madonna della Libera

VILLA SANT’ANGELO. Nei borghi cancellati dal terremoto del 2009 coltivare la memoria non è solo un piacevole diversivo, ma diventa il fulcro, la spinta per la rinascita. A Villa Sant’Angelo è nato...
VILLA SANT’ANGELO. Nei borghi cancellati dal terremoto del 2009 coltivare la memoria non è solo un piacevole diversivo, ma diventa il fulcro, la spinta per la rinascita. A Villa Sant’Angelo è nato ed è tornato a vivere da qualche anno monsignor Orlando Antonini, nunzio apostolico, storico ed esperto di architettura religiosa. Un anno fa ha dato alle stampe il libro “Villa Sant’Angelo e la Madonna della Libera”. Ed è proprio in questi giorni che il paese celebra questa festa che, scrive Antonini nel volume, «consta non di una, ma di due commemorazioni mariane: quella della Madonna Addolorata il sabato mattina (ieri, ndr), con la solenne concelebrazione eucaristica, fuochi pirotecnici minori e processione con banda per le vie principali del paese; e quella della Madonna della Libera vera e propria, dai primi Vespri dello stesso sabato ai secondi vespri della domenica (oggi, ndr). La particolarità risiede nel rito della Vestizione della Madonna, il sabato pomeriggio». Oltre alla tradizione legata alla Madonna della Libera il libro di Antonini contiene dettagliate notizie storiche sul borgo. Il tutto corredato da immagini del paese prima del sisma del 2009 con le tante bellezze naturali e artistiche che il territorio offre. Il che è anche un augurio per una rapida ricostruzione. (g.p.)
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