Anversa, cani uccisi: entra in azione il Nucleo antiveleno

30 Marzo 2019

ANVERSA DEGLI ABRUZZI. Nuovi casi di avvelenamento ad Anversa degli Abruzzi, alle porte del Parco nazionale. I carabinieri forestali attivano il Nucleo cinofilo antiveleno per fronteggiare l’emergenz...

ANVERSA DEGLI ABRUZZI. Nuovi casi di avvelenamento ad Anversa degli Abruzzi, alle porte del Parco nazionale. I carabinieri forestali attivano il Nucleo cinofilo antiveleno per fronteggiare l’emergenza. L’ultimo episodio è avvenuto nel comune pochi giorni fa, con la morte di un cane domestico, che si aggiunge alla lista degli altri tre cani uccisi in precedenza. I forestali di Scanno sono intervenuti intensificando i controlli con il Nucleo cinofilo antiveleno di Pescasseroli in modo da scovare le esche mortali o altre carcasse di animali avvelenati. Il fenomeno dell’abbandono di esche e bocconi avvelenati sta assumendo proporzioni estremamente preoccupanti, tanto che nel 2018 in Abruzzo e in Molise sono stati eseguiti dai tre Nuclei cinofili di Frosolone (Isernia), Assergi e Pescasseroli 137 ispezioni preventive per verificare la presenza di esche e bocconi avvelenati, con riscontro positivo in 37 casi. L’uso di questa pratica è dovuto a diverse finalità: uccidere cani e gatti randagi, tutelare il bestiame da volpi, lupi e orsi, “regolare” la concorrenza tra tartufai oppure tra tartufai e cacciatori. Queste persone rischiano fino a tre anni di carcere e una multa di 516 euro. (p.g.)
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