Anziano investito, assolto un automobilista

15 Dicembre 2023

Il ragazzo scagionato dopo 6 anni di battaglie legali. Stop anche al maxi risarcimento

PESCINA. Viene accusato di aver investito un anziano mentre era alla guida della sua auto in stato di alterazione psicofisica e gli viene chiesto un maxi risarcimento di 750mila euro. Dopo sei anni di battaglie legali viene assolto perché il fatto non sussiste. Era il 24 dicembre del 2017 quando un giovane di San Benedetto dei Marsi, mentre era a Pescina, si ritrovò un anziano a terra davanti alla sua auto. Subito scese per soccorrerlo e aiutarlo a salire sull’ambulanza che era arrivata per accompagnarlo al pronto soccorso preoccupandosi per la sua salute. Il ragazzo, però, finì a giudizio «perché per imprudenza, negligenza e imperizia, alla guida della sua autovettura, non ottemperando all’obbligo di fermarsi, aveva investito il pedone mentre stava attraversando le strisce pedonali, cagionandogli una malattia consistente in ematoma epidurale e una frattura cranica, guaribile in non meno di 40 giorni».
Inoltre gli era stata anche data l’aggravante «di aver commesso il fatto in stato di alterazione psicofisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti di tipo cocaina» e gli era stato quindi contestato di aver guidato in stato di alterazione per aver ingerito sostanze stupefacenti. La battaglia legale è andata avanti per lungo tempo e il giovane, assistito dall’avvocato del foro di Avezzano, Paolo Di Cesare, non si è mai arreso. Nei giorni scorsi è stato assolto dal giudice monocratico del tribunale di Avezzano, Francesca D’Orazio, perché il fatto non costituisce reato, per il primo capo di imputazione, e perché il fatto non sussiste per il secondo capo di imputazione. Infatti, dopo ampia e lunga istruttoria, è risultato che il ragazzo non era responsabile di ciò che gli era stato contestato, in quanto il pedone, abbondantemente oltre le strisce pedonali, aveva attraversato la strada tra due auto in sosta vietata, sbucando improvvisamente dalle due macchine e andando a urtare con l’auto del ragazzo procurandosi, con la caduta, gravi lesioni. (e.b.)
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