Apindustria: «Riaprire subito i cantieri in città»

17 Aprile 2020

L’AQUILA. Riaprire subito i cantieri della ricostruzione. A chiederlo è l’Associazione piccola industria (Api), con il segretario generale, Massimiliano Mari Fiamma, secondo il quale «la maggior...

L’AQUILA. Riaprire subito i cantieri della ricostruzione. A chiederlo è l’Associazione piccola industria (Api), con il segretario generale, Massimiliano Mari Fiamma, secondo il quale «la maggior parte delle lavorazioni di cantiere è decisamente compatibile con il rispetto di norme di legge». L’Api sollecita una «politica coraggiosa» per far ripartire il mercato delle costruzioni che, all’Aquila, assume un particolare valore, in termini di numeri e occupazione.
APRIRE I CANTIERI. «La riapertura dei cantieri della ricostruzione non può e non dev’essere prorogata ancora a lungo. Anzi, con i giusti adempimenti riteniamo si debba procedere alla riapertura immediata», questa la sollecitazione di Mari Fiamma, che parla di «momento giusto per redigere un protocollo specifico per la ricostruzione che, in simbiosi con quello più generale firmato da tutte le parti sociali, consenta la riapertura con il rispetto dei dispositivi individuali di sicurezza, delle distanze e, probabilmente, privilegiando l’utilizzo di maestranze locali per evitare il viavai di lavoratori da altri territori». L’Api avanza anche una seconda ipotesi: centralizzare, almeno nei centri storici, servizi come la misurazione della temperatura e l’installazione di bagni chimici, in punti strategici, sanificati di continuo. «La maggior parte delle lavorazioni di cantiere è compatibile con il rispetto delle norme e il fatto che L’Aquila sia ancora un’ isola felice, rispetto alla diffusione del Covid-19, dovrebbe spingerci a osare qualcosa per evitare, comunque, il peggio», sottolinea Mari Fiamma. «Non si può pensare di sostenere le imprese sostituendo la normale attività, e le entrate che comporta, con una mera assistenza pubblica. L’unica speranza di non assistere a un bagno di sangue occupazionale ed economico è l’intelligente, graduale e complessiva riapertura delle attività».
ATTIVITÀ PRODUTTIVE. La prefettura ha comunicato che, per effetto del decreto del 10 aprile scorso, «sull’intero territorio nazionale sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell’allegato 3 del decreto stesso e nei commi 4 e 5 dell’articolo 2: per queste attività non dev’essere effettuata alcuna comunicazione. Restano sempre consentite, previa comunicazione al prefetto, le seguenti attività: quelle funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività aperte, dell’industria dell’aerospazio, della difesa e delle altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale, che sono funzionali ad assicurare la continuità dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali, degli impianti a ciclo produttivo continuo, incluse le lavorazioni, gli impianti, i materiali, i servizi e le infrastrutture essenziali per la sicurezza nazionale e il soccorso pubblico, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale».