Appalti, Anac richiama il Comune L’opposizione: «Carte in Procura»

25 Novembre 2023

Una nota dell’autorità anticorruzione segnala troppi affidamenti senza gara alle aziende fornitrici Parla di «violazione del divieto di frazionare le commesse» e di «anomalie nella rotazione delle ditte» 

L’AQUILA. C’è un appalto per l’adeguamento alle norme antincendio di una scuola media dell’Aquila dal valore di 149.313 euro. Per l’autorità nazionale anticorruzione Anac, «l’importo potrebbe essere stato artificiosamente ridotto al fine di far rientrare l’intervento nelle soglie massime per ricorrere all’affidamento diretto (150mila euro, ndr), con conseguente limitazione della concorrenza». Perché venti giorni dopo è stato avviato un altro appalto da 78mila euro. E poi c’è la «parcellizzazione dei lavori di adeguamento degli spazi e delle aule didattiche». E ancora: «Ulteriore frazionamento si rileva in riferimento agli interventi di manutenzione stradale, oggetto di numerosi affidamenti diretti». Sono, questi, alcuni dei casi di appalti senza gara segnalati tra le righe durissime scolpite nella nota che l’Anac ha inviato nei giorni scorsi al Comune. Che, analizzando i dati del triennio dal 2020 al 2022 – con 141 affidamenti diretti su 243 commesse di lavori – parla di «sintomi di una carente capacità programmatoria» e poi invita il municipio a cambiare registro, «atteso il configurarsi della violazione del divieto di frazionamento». Al vaglio anche la rotazione delle ditte chiamate per i lavori: qui segnalate «anomalie».
A svelare la bacchettata al Comune, sono stati i consiglieri comunali di opposizione in conferenza stampa, che minacciano di portare le carte in Procura. «Dalla nota dell’Anac si evince come il Comune dell’Aquila abbia sempre giocato sui frazionamenti degli appalti e di conseguenza quanto il principio di rotazione degli affidamenti non sia stato quasi mai rispettato, prova ne è il fatto che le ditte e le società menzionate nel documento siano quasi sempre le stesse», esordisce Lorenzo Rotellini, precisando che «la stessa cosa del resto era già stata segnalata anche dalla Corte dei conti a gennaio, definendo questo schema un modus operandi che se reiterato può essere potenzialmente lesivo della ratio e delle regole che disciplinano gli affidamenti delle commesse pubbliche». Il punto, secondo il consigliere dell’Aquila coraggiosa, è che «il mancato rispetto del principio di rotazione esclude di fatto tutta una fetta di operatori di vari settori che non vengono minimamente chiamati in causa». «Una macchina da soldi e una macchina di potere», la definisce invece la consigliera del Partito democratico Stefania Pezzopane. «Lo stesso modus operandi», spiega poi Stefano Palumbo del Pd, «è riscontrabile anche dal frazionamento dei fondi del Pnrr, con la conseguenza che tutto questo lungo elenco di progetti ha di fatto paralizzato l’attività degli uffici, perché un Rup che segue decine di procedimenti non può seguirli tutti con la dovuta celerità». E aggiunge: «L’importante è aprire procedimenti e affidare incarichi: che poi si realizzino i progetti e secondo quali tempistiche poco importa. Ed ecco spiegato l’infinito elenco di prime pietre a cui però difficilmente seguono le seconde». Infine la stoccata del consigliere di L’Aquila nuova Paolo Romano: «Affronteremo il tema in commissione Vigilanza. Dopodiché, sulla base delle attuali evidenze opportunamente vagliate alla presenza del segretario generale, che è anche il responsabile dell’anticorruzione del Comune, ci riserviamo di portare tutta la documentazione in Procura».
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