«Appalti da spartire, ecco come» Così la Procura svela il sistema

Le nuove intercettazioni: accordi a tavolino sulle opere tra amministratori, costruttori e progettisti E in un caso l’allora segretario Attili si mostra preoccupato per un affidamento illegittimo
CELANO. Una delle gare più importanti per il Comune di Celano, su cui gli investigatori avevano evidenziato grosse criticità e presunti illeciti, riguarda il “Bando per la presentazione di proposte per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate». Sia per la progettazione che per quanto riguarda l’esecuzione dei lavori, vengono rilevate dai carabinieri del nucleo investigativo dell’Aquila, guidati dal maggiore Edoardo Commandè, degli accordi «presi a tavolino» con imprenditori e con progettisti a cui assegnare una somma complessiva di 3 milioni di euro (2 milioni di risorse statali, 1 a carico del Comune).
IL BANDO. Nel progetto preliminare per riqualificazione urbana, sociale e culturale dei rioni Muricelle, Stazione, Tribuna e Vaschette responsabile unico del procedimento era l’ingegnere Valter Specchio. Con base d’asta di 80mila euro erano stati individuati 5 professionisti con una determina del 19 giugno 2017. Vincitore della progettazione era risultato con un ribasso del 6.25% (totale 75mila euro) lo studio che fa capo a Livio Paris, raggiunto dalla misura cautelare dei domiciliari.
LA PROGETTAZIONE. Secondo l’ordinanza del gip del tribunale, Maria Proia, che ha portato all’arresto di 8 persone tra cui il sindaco Settimio Santilli e l’ex vicesindaco Filippo Piccone (e a 25 misure restrittive), «il progetto doveva essere consegnato entro il 5 novembre 2017. Veniva invece consegnato il 12 dicembre 2017 e l’opera veniva suddivisa in tre lotti: la ristrutturazione della scuola Croce da adibirsi a laboratorio di Arti e mestieri per 834mila euro, lavori di adeguamento energetico e prevenzione incendi dell’asilo Carusi e sistemazione dell’area parrocchiale Sacro Cuore per 904mila euro e lavori di riqualificazione urbana e Centro per il sociale per 678mila euro».
AFFIDAMENTO ILLEGITTIMO. Secondo quanto emerge da una intercettazione dell’allora segretario comunale Giampiero Attili, che parla con la dirigente Daniela Di Censo, la procedura di affidamento sarebbe stata «illegittima».
Attili: «Io sulla questione delle vaschette avevo ridetto al sindaco… a Filippo l’ho pure detto: Filippo, io mi impegno a sanare l’incarico illegittimo a... come si chiama?».
Di Censo: «A Paris».
Attili: «A Paris... però per cortesia, almeno questo sulla scuola media, fammi fare come dico io... fammi ripartire da capo che eravamo ancora in tempo, perché almeno posso dimostrare… perché se io debbo dire di sì a tutto lascio perdere. Se mi arriverà una risposta negativa dell’Anac qualcosa deve succedere, e che si pensa l’amministrazione che io... no? Risano una situazione come questa? Io ti faccio vedere le carte che stavo preparando per sanare la situazione di Paris, perché al primo posto metto l’interesse dell’amministrazione. Però non può essere che questo interesse è tale per cui io debbo addirittura rischiare del mio».
In un’altra intercettazione, il segretario racconta di aver proposto a Piccone di sanare l’affidamento dato a Paris, aggiungendo: «Però l’altra falla fare come dico io, falla fare a me. Ancora sto aspettando. Non mi risponde. Per quanto riguarda Filippo, per me abbiamo chiuso i rapporti». Aveva anche annunciato una lettera a Piccone contestando la legittimità dell’affidamento.
LA SPARTIZIONE. Il 23 febbraio 2018 la Procura rileva anche una turbativa d’asta sul maxi appalto quando l’imprenditore celanese Goffredo Mascitti si incontra con Piccone all’interno della sua segreteria. I due, secondo l’accusa, «parlano a bassa voce, ma si riesce ad intendere che Mascitti si stia riferendo ad alcune gare e a delle buste per cui avrebbe parlato col dirigente Specchio, il quale gli ha però indicato di parlare con Filippo. Mascitti è interessato a un elenco che poi si capisce essere la lista delle ditte interessate a una gara». Piccone rassicura Mascitti «sul fatto che gli farà avere quanto prima l’elenco e chiama la segretaria per reperire il documento.
Piccone: «Allora, l’elenco di questa cosa».
Mascitti: «Delle imprese che hanno fatto richiesta per i lavori».
Piccone: «Poi glielo dico io a Valter... poi te ne fai una copia, la metti dentro una busta e passa Goffredo e se la prende».
«LUI LA DEVE PRENDERE». Il giorno dopo nella segreteria di Piccone sono presenti Specchio e un altro imprenditore di Celano, Johnny Lastella. Secondo l’accusa Piccone chiede di assegnare uno dei tre lotti a Lastella e uno a Mascitti, mentre per il restante si riserva di decidere in futuro. Durante la conversazione Piccone, «indicando col braccio destro in direzione di Lastella, aveva ordinato a Specchio di aggiudicargli il lotto: «Lui ha partecipato, lui la deve prende».
Piccone: «Vabbè una me la devi dare a Goffredo... l’altra magari vediamo». Poi Lastella dice a Specchio: «Quando scegli le 15 ditte, Valter me le fai vedè». Sempre dalle intercettazioni, Piccone dirà successivamente al sindaco che per il terzo lotto potrà decidere lui. Successivamente, però, gli indagati decidono di annullare la gara, anche per i timori dell’indagine in corso.

