Appalti, l’Anticorruzione smentisce il Comune

Ecco la verità sui progetti dimenticati per piazza Risorgimento e piazza Torlonia Il dirigente dell’Anac Carlo Cresta: «Su Avezzano non ci sono istruttorie in corso»
AVEZZANO. Il sindaco Gianni Di Pangrazio critica l’Autorità anticorruzione per le lungaggini burocratiche, ma l’Anac risponde che non c’è alcun ritardo semplicemente perché il Comune non ha presentato alcun progetto. E scoppia la polemica. Due anni fa, quando il sindaco di Avezzano lo portò all’attenzione dei cittadini, l’argomento suscitò immediatamente un notevole interesse, perché nelle dichiarazioni di Di Pangrazio c’era l’intenzione di abbellire il centro con realizzazioni che avrebbero quasi dovuto stravolgere il cuore stesso della città.
Due progetti relativi a piazza Risorgimento e a piazza Torlonia. Nel primo caso venne predisposto un concorso di idee, reso possibile da un finanziamento della Fondazione Carispaq, aperto ai progettisti di tutta Italia che avrebbero dovuto proporre idee significativamente innovative per modificare l’aspetto della piazza. Parteciparono in molti, qualcuno anche con soluzioni rivoluzionarie e alla fine, una apposita commissione stabilì che la proposta dell’ingegnere Gianfranco Cardone di Magliano de’ Marsi fosse quella più meritevole di attenzione, perché il progetto prevedeva la pedonalizzazione di una parte di via Corradini e di Corso della Libertà, con la costruzione di una fontana-orologio, le cui lancette sarebbero state fissate a quel fatidico 7.48, ora del terremoto che distrusse la Marsica. Non molto diverso il discorso relativo a piazza Torlonia, dove erano previsti nuovi passaggi pedonali, con coperture e incremento degli spazi verdi. Idee tutte belle e apprezzabili, ma quando ci si mette di mezzo la burocrazia, non è agevole venirne e capo.
A precise richieste del Centro, dal municipio venne comunicato che il nuovo presidente dell’Anac Raffaele Cantone, non aveva ancora dato il suo benestare al finanziamento di 4 milioni e 800mila euro perché la nuova normativa in materia di anticorruzione non prevede tempi particolarmente rapidi. Secondo il sindaco bisognava quindi aspettare. Ma non è stato dello stesso avviso il consigliere di minoranza Stefano Chichiarelli, che ha scritto direttamente a Cantone per chiedere delucidazioni su questi ritardi, ma anche su appalti di altre opere pubbliche delle quali si stava perdendo la traccia. La risposta scritta dell’ingegnere Carlo Cresta, dirigente dell’Anac è arrivata: è emerso che la stessa Anac «non deve inviare alcuna risposta, semplicemente perché non ha istruttorie in corso su appalti del Comune di Avezzano».
Adesso dal municipio si aspettano chiarimenti su una vicenda che con l’iniziativa del consigliere Chichiarelli rischia di diventare una vera e propria patata bollente.
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