Appalti post sisma, raffica di perquisizioni

21 Luglio 2017

Bugnara, la Finanza acquisisce materiale cartaceo e informatico. Nove le persone indagate

BUGNARA. Sono state ventidue le perquisizioni eseguite tra mercoledì e giovedì dalla Guardia di finanza di Sulmona, tese a recuperare materiale utile all’inchiesta avviata da circa un anno sugli appalti della ricostruzione post-sisma del comune di Bugnara. E al termine delle verifiche i finanzieri, guidati dal capitano Luigi Falce, si sono detti soddisfatti del risultato che ha portato all’acquisizione di materiale informatico e cartaceo con il quale sono convinti di poter supportare le ipotesi accusatorie nei confronti delle nove persone che al momento risultano indagate. Tra queste c’è da sottolineare che non figura Paolo Rico, vigile urbano in servizio nel Comune di Bugnara. L’uomo risulta totalmente estraneo alla vicenda dove in un primo momento era entrato per un equivoco, solo perché l’ufficio della polizia urbana del Comune di Bugnara, dove lui presta servizio, è stato sottoposto a perquisizione con acquisizione di documentazione, da parte delle fiamme gialle.
Anche gli altri indagati tra i quali figurano il sindaco di Bugnara Giuseppe Lo Stracco, il suo vice, Domenico Taglieri, il presidente del consorzio di un aggregato, Donato Di Cesare, il geometra Gianni Colangelo, l’ingegnere Mario Farina, l’architetto Gianni Giorgi e il segretario comunale di Bugnara, si dichiarano estranei alle contestazioni e tramite i loro legali affermano di poter riuscire a dimostrarlo. Le altre due persone coinvolte sarebbero due legali aquilani. Le ipotesi di reato sarebbero corruzione e truffa aggravata in concorso. In sostanza, secondo gli investigatori, gli indagati avrebbero chiesto il pagamento di mazzette, pari al 20% dell’importo dei lavori appaltati, con la minaccia di bloccare il pagamento degli stati di avanzamento dei lavori. Inoltre, alcuni degli indagati sarebbero sospettati di aver rilasciato false attestazioni sulla regolarità dei lavori effettuati.
Infine, secondo la Procura, alcuni degli indagati avrebbero preconfezionato le gare di appalto, prima ancora dei bandi, individuando tecnici, progettisti e ditte esecutrici dei lavori.
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