Appalti pubblici, dimezzati i compensi ai professionisti

4 Dicembre 2020

La denuncia di Compagnone, presidente provinciale dell’Ordine degli architetti: «Tagli del 50% rispetto al tariffario nazionale, già inviate segnalazioni all’Anac»

L’AQUILA. Appalti pubblici con un taglio di oltre il 50% dei compensi ai professionisti, rispetto al tariffario nazionale. Accade, secondo l’Ordine degli architetti della provincia dell’Aquila, anche per gare i cui importi di aggiudicazione sono elevati, oltre il milione di euro. Segnalazioni che arrivano dagli stessi tecnici e che, negli ultimi mesi, anche a causa della pandemia, si sono moltiplicate. «Compensi assolutamente irrisori», li definisce il presidente dell'Ordine degli architetti della provincia dell'Aquila, Edoardo Compagnone, «e ingiustificati, anche rispetto alla mole di lavoro per la progettazione e la direzione dei lavori, di cui il professionista ha assoluta responsabilità». E sono già partite le prime segnalazioni all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione.
COMPENSI AL RIBASSO. «Alcune amministrazioni pubbliche della provincia dell'Aquila si ostinano ad emanare bandi che, a fronte di importi dei lavori anche elevati, oltre 1 milione di euro, prevedono a base di gara un compenso per le prestazioni professionali di progettazione e direzione dei lavori, al di sotto del tariffario nazionale e del minimo sindacale previsto dalle parcelle», spiega senza mezzi termini Compagnone, che evidenzia come «la pandemia in corso abbia aggravato la situazione dei liberi professionisti, in particolare degli architetti, che non vedono riconosciuta la loro professionalità, soprattutto nel rapporto diretto con gli enti pubblici».
NUMEROSE SEGNALAZIONI. «Abbiamo rilevato, in base alle segnalazioni che ci sono giunte, come nel caso di alcune gare di appalto pubbliche», sottolinea Compagnone, «la percentuale del taglio ai compensi dei tecnici e dei progettisti superi, addirittura, la soglia del 50%: per appalti del valore di oltre 2 milioni di euro sono stati previsti, nel capitolato, compensi per la progettazione esecutiva e la direzione dei lavori, di 20 mila euro. Cifra assolutamente non congrua al tariffario in vigore e al lavoro e alle responsabilità che il professionista si assume. Così», spiega il presidente dell’Ordine degli architetti, «oltre a svilire la professionalità si va ad incidere negativamente sulla qualità delle prestazioni, il che va a danno dell’esecuzione dell’intervento e della comunità, trattandosi di opere pubbliche».
SEGNALAZIONI ALL’ANAC. L’Ordine degli architetti vuole vederci chiaro e ha già inviato segnalazioni all’Anac.
Per Compagnone «l’emergenza legata al coronavirus ha aggravato una situazione già in essere, che si rileva, in particolare, nelle pubbliche amministrazioni. Come Ordine abbiamo già verificato delle incongruenze, in alcuni appalti in provincia, che sono stati prontamente segnalati all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione per la valutazione dei singoli casi evidenziati dai professionisti».
L’appello rivolto da Compagnone a tutte le amministrazioni pubbliche, «è ad applicare i tariffari nazionali, nei compensi previsti per i professionisti nelle gare di appalto per opere pubbliche, onde evitare di incorrere in sanzioni e provvedimenti di altra natura».(red. aq.)
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