Appalti, riecco la lettera di Letta a Bertolaso

Restauri alla Campomizzi, il pm Gallo la riesuma per dimostrare il dolo. L’avvocato Milo: atti già esaminati e valutati
L’AQUILA. Il pm Stefano Gallo, per dimostrare il dolo nell’assegnazione dell’appalto milionario (senza gara, vista l’urgenza) per i restauri dell’ex caserma Campomizzi, rispolvera la lettera che l’ex sottosegretario Gianni Letta inviò, a maggio 2009, all’ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. Una nota preparata per invitare a tener presente il consorzio Federico II, di cui hanno fatto parte alcuni imputati del processo ora in corso. Va subito detto che la lettera, per il pm «di raccomandazione», è stata già oggetto di un’inchiesta archiviata sette anni fa.
LA LETTERA. «Caro Guido», si legge nel testo, «come ho avuto modo di accennarti, l’altro giorno l’onorevole Denis Verdini mi ha presentato un gruppo di imprenditori aquilani che, insieme a una grande impresa nazionale, hanno dato luogo al Consorzio Federico II per la ricostruzione. Adesso, a pochi giorni di distanza, lo stesso Verdini mi sollecita un incontro con te o con la tua struttura, e, come potrai immaginare facilmente, non posso sottrarmi alla richiesta. Nell’appunto che ti invio troverai la descrizione degli obiettivi e delle finalità del Consorzio e il profilo delle imprese locali e nazionali che hanno dato il via all’iniziativa. Ti sarò grato, perciò, se anche per non deludere Verdini, potrai dedicare a questi imprenditori dieci minuti del tuo preziosissimo tempo per poi affidarli a chi ritieni possa diventare il loro interlocutore istituzionale».
IL PROCESSO. Nel processo in corso, con accuse che, a vario titolo e non per tutti, vanno dalla turbativa d’asta all’abuso d’ufficio, al falso, ci sono, tra gli altri, due imprenditori legati al Consorzio Federico II, ovvero Ettore Barattelli ed Enzo Romano Marinelli. E, probabilmente, la lettera è stata rimessa in ballo in riferimento a loro. Ma l’avvocato di Barattelli, Antonio Milo, ha chiesto la nullità degli atti del processo per il suo assistito visto che è stato già indagato e scagionato nella precedente inchiesta, a suo dire, identica a questa: per rimettere tutto in gioco a livello di indagini ci vorrebbe l’ok del giudice per le indagini preliminari che non ci può più essere.
Le altre persone imputate sono Giovanni Guglielmi, ex provveditore interregionale Opere pubbliche, Giancarlo Santariga, già provveditore aggiunto alle Opere pubbliche per l’Abruzzo, Giuliano Genitti, funzionario del Provveditorato, Claudio Quartaroli, direttore dei lavori, Filippo Di Giacomo, ex funzionario Provveditorato e direttore dei lavori, Luigi Zaccagno, funzionario Provveditorato, Carlo Clementi, dirigente del Provveditorato, Giovanni Benevieri, collaudatore statico delle opere, Giulio Vittorini, imprenditore.
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