Appalti, ritardi e veleni Ecco le verità del Comune

Il dirigente Di Stefano: istruttorie all’Anac? Lavori da affidare, aspettiamo i fondi Il consigliere Babbo e il sindaco all’opposizione: fa bassa politica e figuracce
AVEZZANO. I progetti di riqualificazione di piazza Risorgimento e piazza Torlonia ad Avezzano sono fermi. Ed è una certezza. I dubbi riguardano le ragioni di questo stop. Il sindaco Gianni Di Pangrazio, tempo fa, aveva tirato in ballo la burocrazia e in particolare il nuovo Codice degli appalti, un freno per molti Comuni. I consiglieri dell’opposizione hanno chiesto chiarimenti all’Anticorruzione di Raffaele Cantone e la risposta è stata che «non c’è alcun ritardo semplicemente perché il Comune non ha presentato alcun progetto». E giù polemiche contro la giunta. Il Comune si difende e contrattacca. «L’Anac non può avere istruttorie in merito all’appalto per i progetti di restyling e trasformazione del centro cittadino semplicemente perché attraverso l’Autorità nazionale anticorruzione, passano, appunto, gli appalti in essere, per gli opportuni controlli previsti dalla normativa», sostiene l’ingegner Francesco Di Stefano, dirigente del settore Lavori pubblici del Comune, «ed è evidente che non può avere alcuna istruttoria e pronunciarsi su appalti che devono ancora essere affidati, visto che siamo in attesa della parte di fondi per la realizzazione degli interventi, attraverso Cassa depositi e prestiti, come già detto in precedenza. Fino ad oggi, abbiamo una parte delle risorse (solo per piazza Risorgimento, ndr) che ci serviranno per realizzare l’opera, assegnata dalla Fondazione Carispaq».
Non mancano i veleni politici. «L’unico degrado visibile in città è quello della bassa politica che dimostra parte dell’opposizione», interviene il capogruppo di “Per Avezzano”, Mario Babbo, rivolgendosi a parte della minoranza, «ancor più sconcertante che simili mistificazioni vengano proprio da amministratori all’opposizione, la maggior parte dei quali, fino a ieri, sedeva tra i banchi della maggioranza, e che dimostra di avere serie lacune. Studiare e partecipare di più alla vita dell’amministrazione li aiuterebbe a uscire dal mondo delle favole in cui complottano tali idiozie e, magari, a capire su quali punti è bene tacere per evitare figuracce. Una bufala montata ad arte da chi ignora completamente l’iter procedurale. Eppure i consiglieri e probabilmente qualche esperto che li aiuta a fare queste pessime figure dovrebbero conoscere le regole in materia. Il risultato dell’azione amministrativa è sotto gli occhi di tutti. Avezzano è un cantiere aperto: 22 milioni per le scuole e oltre 3 milioni per la viabilità non hanno alcun bisogno di spiegazioni».
E il sindaco Di Pangrazio aggiunge: «Ho più volte denunciato le criticità del nuovo Codice degli appalti nella gestione della fase di svolgimento delle procedure di gara, con particolare riguardo alla farraginosità dei sistemi informativi gestiti dall’Anac. Ancora in questi giorni, amministrazioni e imprese chiedono un decreto correttivo su alcuni punti. Sto lottando contro le normative sempre più caratterizzate dal centralismo statale che, negli ultimi anni, stanno danneggiando gli Enti locali. Ma, evidentemente, tutto ciò non può essere visibile agli occhi di chi, pur essendo amministratore, non sceglie di adoperarsi per la comunità, ma denigra chi si impegna per migliorarla. È ora di finirla con questo gioco al linciaggio di Avezzano, dove chi non la rispetta si diverte ad offenderla e a cercare, invano, di convincere i cittadini di vivere in un’altra realtà. In questi anni il capoluogo della Marsica è diventato un polo culturale di alto livello e ogni giorno dimostra di essere vivo e attivo».
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