Appalti scuole, assolti Del Corvo e altri 9

21 Dicembre 2019

Scagionati l’ex presidente della Provincia, tecnici e imprenditori. Uso illecito di auto blu: 4 anni all’ex manager Specchio

L’AQUILA. Gli appalti milionari gestiti dalla Provincia per le ristrutturazioni di scuole nel post-sisma nella Marsica furono assegnati in modo corretto. Ieri il tribunale ha spazzato le pesanti accuse a carico dell’ex presidente della Provincia, Antonio Del Corvo e degli imprenditori e tecnici che erano finiti sotto accusa insieme a lui. Sono stati tutti assolti, mentre l’unica condanna è stata a carico dell’ex manager Valter Angelo Specchio, al quale sono stati comminati 4 anni e cinque mesi per peculato in relazione a un uso spregiudicato dell’auto di servizio. Il teorema della Procura non ha retto e tra 90 giorni i giudici riferiranno il perché nelle motivazioni.
I capi di imputazione contestati, nel complesso, erano decine (solo per Specchio erano 17) e tranne qualche caso di prescrizione, sono caduti tutti.
Per Del Corvo la Procura aveva chiesto ben 2 anni e dieci mesi per falso, truffa e abuso d’ufficio, ma ne è uscito pulito. «Giustizia è fatta», ha commentato l’avvocato Antonio Milo, che lo ha assistito insieme al collega Carlo Benedetti, il quale lo difese con successo nel giudizio contabile. «Ora è chiaro che si è agito per la tutela della collettività senza alcun intento privatistico come sostenevano i pm. Il messaggio “natalizio” è quello per cui si deve avere fiducia della giustizia». Anche se i tempi sono stati lunghi. A Specchio è stata anche inflitta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. «Va comunque sottolineato», commenta il suo avvocato Stefano Rossi, «che sotto il profilo della gestione degli appalti, a lui che era il manager dell’ente, non è stato attribuito alcun illecito. Quanto al peculato preciso che egli aveva un benefit che prevedeva l’uso dell’auto della Provincia». Specchio, che secondo il pm doveva essere condannato a 8 anni, avrebbe agito convinto di essere nel lecito, e, dunque, difetterebbe l’elemento soggettivo del reato. Tutti gli altri imputati sono stati assolti quasi sempre con formula piena. Sono stati scagionati gli ingegneri avezzanesi Cesidio Serafini e Amedeo Figliolini, e Domenico Cifani, architetto di Goriano Sicoli. Assolti da turbativa d’asta gli imprenditori sardi Maurizio De Pascale e Stefano De Pascale titolari dell’impresa di cui Giancostantino Pischedda, anche lui assolto ieri da corruzione, era procuratore speciale. Assolto da tentata truffa Franco Rossano Palazzo, pugliese, il quale nella veste di titolare di una ditta di impianti tecnologici doveva realizzare un monitoraggio on line dei lavori edili in corso che non è stato mai attivato. I giudici hanno scagionato anche un imprenditore di Nereto, Ronald Vanni, accusato di falso. Corretto anche il comportamento di Giuseppe Fantozzi, celanese, imputato di una tentata truffa. Gli altri avvocati: Lando Sciuba, Maurizio Capri, Vincenzo Colaiacovo, Adriano Di Battista, Gianluca Totani. Lorenzo Cappa rappresentava la parte civile.
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